sabato 28 settembre 2013

Stiamo lavorando per... per nessuno in realtà.

 Come avrete notato le attività del Puzzillo sono rallentate, un po' come si usa "rallentare" sulla Salerno-Reggio Calabria. Ma non ci siamo dimenticati di voi piccoli astiosi giocatori, anzi, stiamo ampliando la nostra opera con articoli a 360° (e deriveranno da questo le mie vertigini) sul più autorevole Play Today. Già, comprati per un tozzo di pane secco tirato male, tutti sapevano che eravamo in vendita per poco, magari pensavano semplicemente più di così, e invece no, bastava così.
Se passavate solo per scoprire quale splendida cosplayer ci avrebbe offerto la sua opera, sappiate che su Play Today troverete, via via, anche loro, che ci hanno amorevolmente seguito fin lì, guadagnando addirittura una rubrica propria.
Le ultime dal mondo del gioco da tavolo le trovate qui.
E da queste parti potreste più avanti trovare invece quei "piccoli sfoghi" che il nostro aspetto da "brave persone" ci impedisce di pubblicare in ambienti più radical chic.

martedì 10 settembre 2013

Giochi da tre soldi - Wurfel Bohnanza

[Il Fustellato di Scarto]

Aspettative al momento dell’acquisto: che possa non essere come gli altri giochi di Uwe Rosemberg.
Che sia un onesto gioco di dadi.

Cosa ho trovato:
I dadi.

Decisioni e strategie sono deliberatamente eliminate a favore di uno stile di, uhm, “gioco” il più coinvolgente e rapido possibile. Il giocatore di turno tira quante volte vuole, tenendo sempre almeno un dado. Lui gioca con tutti i suoi dadi, mentre gli altri giocano solamente con i dadi che sta tirando in quel momento. Nessun tempo morto: ad ogni tiro corrisponde un rosario di imprecazioni e qualche allegro ululato. Se la propria combinazione è uscita, si passa alla successiva, fino ad arrivare ai punti. Tutto qui, zen come sedersi sulla riva di un fiume e aspettare i dadi passare.

martedì 23 luglio 2013

Giochi da tre soldi - Love Letter

Aspetto la tua lettera, tesora.
[Il Fustellato di Scarto]

Aspettative al momento dell’acquisto:
la profondità strategica di Civilization, la forza attrattiva di Arkham Horror, la longevità di Carcassonne, il retrogusto di Culoni di Catan, il coraggio di Astronuts. In pratica, se fosse un supereroe golden age, si trasformerebbe urlando... oh. Acronimi del cavolo.

Reali aspettative al momento dell’acquisto:
Love letter è un gioco composto unicamente da sedici carte (e dei cubetti rossi da usare come segnapunti, vabbé).
Quello che realmente volevo vedere, mosso da interesse verso forme di vita estremofile, è come il game design può sopravvivere in questi contesti così difficili.


Risultato di tali aspettative:
Chiunque si aspettasse qualcosa di più di un’evoluzione della morra cinese è destinato ad essere tanto deluso quanto chi da Pacific Rim si aspettava una trama o dei dialoghi (“analogico”, lol). Solo che per Love Letter la limitazione è nei materiali di gioco, non nella mente degli sceneggiatori.


martedì 16 luglio 2013

Descent seconda edizione - aridaje

Mario Denti inquadra lo stile giappo del nuovo
Descent nelle forme e nel costume di Francesca.
Anche il costume non è male.
Titolo: Descent seconda edizione
Anno: 2012
Autore: Kevin Wilson
Editore: Fantasy Flight
Tipo: gioco da tavolo
Genere: dungeon crawler
Tema: fantasy (flight)
Meccanica: di menarsi, tirare i dadi, portare in giro, mettersi d'accordo.
Giocatori: 2-5
Durata: 80' setup + 40' di gioco (per scenario)
Difficoltà: 3/5
Dipendenza dalla lingua: è un gioco americano, in caso lasciate perdere.
Illustratori: Henning Ludvigsen.
Gallery

[Il Puzzillo alle prime prove]

Erano gli anni in cui si rimpiangeva il buon vecchio Heroquest (ossia uno qualsiasi degli anni in cui avevamo smesso di giocare a Heroquest perché ne avevamo piene le paste), la Fantasy Flight se ne uscì con un nuovo modello di dungeon crawler, in realtà si trattava della solita solfa, ma con la novità dell'infilare nella scatola abbastanza roba da mettere in dubbio la geometria euclidea.
Il risultato fu invece quello di mettere in dubbio la sanità mentale dell'editore.

Ora, la casa oggi famosa per Le Leggende di Andor, ci riprova, riducendo le dimensioni della scatola.
Evidentemente la terra non era pronta all'innovazione.

E sebbene io non sia fissato con l'originalità a tutti i costi, scrivo di questo titolo con lo stesso entusiasmo con cui facevo il chierichetto.

Perché allora ne parlo? Dico, ma avete presente il tenore di nuove uscite del periodo estivo? Sembra di stare in una bisteccheria per vegetariani.

lunedì 8 luglio 2013

Spiel des Jahres 2013: il trionfo della qualità

Claudia, immortalata da Tatsumi Saiga
nell'ultimo saluto al divertimento.
di Mr. Black Pawn

Normalmente lascio al Puzzillo l'incombenza di commentare l'attualità ludica, ma quando l'orgoglio chiama non c'è niente da fare. Malcelata è dunque l'emozione nell'annunciare un meraviglioso bis tutto italiano: dopo Libertalia ai Best of Show, Paolo Mori ci regala con Augustus un altro bel c'ero quasi.

Certo, prima del quasi c'è un c'ero, che è comunque più di quanto possano dire la stragrande maggioranza degli autori italiani, ma ci perdonerà Mori se tiriamo un sospiro di sollievo ritrovandoci come gioco dell'anno tedesco qualcosa di diverso dalla tombola coi tempi morti in mezzo.
Sarà per la prossima volta, eventualmente sfruttando come base un gioco che non abbia come pezzo forte dei legumi, e mia nonna.

Ma a questo giro, Diavolo, non c'era scampo. Un'alternativa era lo spassosissimo yahtzee senza i rilanci, Qwixx, peggio non tanto per il fatto che si tratta di un gioco basato sulla meccanica del tira e basta, quanto per il fatto che c'è il rischio di finire i foglietti segnapunti nella scatola, chiaro indice di squilibrio mentale.

mercoledì 3 luglio 2013

Giochi da tre soldi - My Dwarves Fly

Pur rispettando la tradizione del cosplay di presentazione,
questi titoli meritano comunque un trattamento ad hoc.
Il ritardo di questa settimana è giustificato da l'arrivo di una nuova firma su queste pagine e dalla nascita di una nuova rubrica dai toni... uguali, sempre di giochi si scherza. 
Per le altre forme di ritardo, invece, non possiamo farci nulla.

Non perdo tempo a presentarvi l'autore della nuova rubrica perché è tardi e, in somma, pure io c'ho le mie cosine da fare. Comunque è uno che ne sa. Credo. Uno di quelli segnati dagli spigoli delle scatole più inguardabili, un procacciatore di giochi brutti che nemmeno Tarzan coi turisti. Qualsiasi cosa ciò significhi.

La rubrica quindi tratterà di queste prede senza cacciatori, di giochi da quattro soldi che a quattro soldi non li prendeva nessuno e allora hanno finto dei saldi per darli via a tre.
E comunque rimangono lì, finché non arriva lui:


Il Signor Fustellato di Scarto

Volevo fare tutta un’introduzione sul significato delle recensioni e della critica in genere, ma mi sono annoiato da solo.

Invece di spiegare la filosofia di questa rubrica, mi limiterò quindi a citare una massima filosofica di gente non filosofa che conosco: “Pensavo fosse una merda, ma ci ho giocato comunque. Ed era una merda! Quindi non mi posso dire insoddisfatto, era esattamente quello che pensavo”.

Inizio quindi questa rubrica in medias res, così, anche solo per far vedere che cinque anni di latino alle superiori sono serviti a qualcosa.

My Dwarves Fly


martedì 25 giugno 2013

Hemloch - avanti un altro

Benedetta e il suo stile.
Almeno ora in questo articolo qualcuno ne ha.
Titolo: Hemloch
Anno: 2011
Autore: John Clowdus
Editore: Small Box Games
Tipo: gioco di carte
Genere: maggioranze
Tema: steampunk (lol)
Meccanica: maggioranze
Giocatori: 2
Durata: 30'
Difficoltà: 2/5 (4/5 per carpire i segreti del regolamento)
Dipendenza dalla lingua: se non capisci una mazza lascia stare, ma conoscendo qualche parolina qua e là è possibile uscirne vivi.
Illustratori: J. Hernandez, che non saprei dire se sprecato o necessario per dare un senso al gioco.
Gallery

[Il Puzzillo]

Si tratta solo di prime impressioni, ma ne scrivo perché non credo che riuscirò a svilupparne altre.

Sono il primo a sostenere che l'originalità non sia un valore assoluto né necessario, ma... le grucciale un par di zebre! che poi sento esperti del settore (lol) parlare di saturazione del mercato.

Stiamo parlando del più classico dei giochi di carte da due giocatori, "sulla falsa riga" di Scarab Lords, Minotaur Lords, Blue Moon (sì lo so, anche Knizia non brilla per intraprendenza), etc.
Ovviamente Clowdus non è l'unico colpevole, nel frattempo sono arrivati altri giochi dello stesso tipo ancora da Fantasy Flight, White Goblin, e da una serie di case minori che, in somma, sono solo carte, si va sul sicuro, costa poco... e avete pure rotto "un par di zebre".

martedì 18 giugno 2013

I cinque tipi di editori che ci fanno ridere tanto


di Mr. Black Pawn

Ogni standista ha il proprio limite.
Generalmente è lo stand.
Vincerò la pigrizia che mi porterebbe a saltare a pié pari l'introduzione e mi adeguerò alla nuova linea editoriale del Puzzillo che impone di venire incontro alla sensibilità degli utenti della rete precisando gli intenti dei post ad uso e consumo degli utenti più refrattari all'umorismo.

La doverosa premessa di questa volta è che ovviamente il lavoro degli altri merita rispetto, ma come abbiamo ribadito nelle F.U.C.K. sarebbe carino che ogni tanto fosse reciproco, tipo che se apro una scatola mi piacerebbe non trovare cubetti che galleggiano nel vomito.
Le definizioni come al solito si riferiscono a categorie, per cui a un particolare editore potrebbe calzare più di una descrizione, l'importante è che se qualche produttore di giochi dovesse riconoscersi in uno o più fra i cinque tipi di editore che ci fanno ridere tanto sappia che sì, è un comportamento molto evidente, e sì, forse limarlo un pochino potrebbe migliorare il mondo ludico. Solo un po'.


martedì 11 giugno 2013

Eight Minutes Empire - col cacchio

Miki dopo una sessione di gioco.
Abbiamo dovuto legarla per impedirle di cavarsi gli occhi.
Titolo: Eight Minutes Empire
Anno: 2013
Autore: Ryan Laukat
Editore: 999 Games, Red Raven Games
Tipo: gioco da tavolo
Genere: maggioranze
Tema: maggioranze
Meccanica: maggioranze, compra le carte, scala 40
Giocatori: 2-5
Durata: 8' LOL 
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: quasi nulla. Dove il quasi è stato piazzato lì dall'inettitudine dell'autore/editore.
Illustratori: Ryan Laukat (trivia: che succede quando un illustratore è anche autore? oh cacchio, un deja vù).
Gallery

[Il Puzzillo]

Ormai non è più un mercato, è una guerra. Siamo noi contro loro. Per questo abbiamo formato una squadra di disperati pronti ad intercettare ogni mostruosità che continui a venir fuori dal buco nero di Kickstarter.

L'avanguardia della squadra, un Occhio di Falco dalla faretra infinita, questa volta ha catturato un esemplare "di rara eleganza", raro come un fenicottero con zampe di porco al posto delle ali ed elegante altrettanto.

La nostra Vedova Nera invece ne ha carpito i segreti e ne ha rivelato la natura:
- E' come Rattus, ma senza niente.


martedì 4 giugno 2013

Sentinels of the Multiverse - chiudete il varco di Kickstarter

Ancora Massimiliano Pellegrini ci aiuta a
trovare un movente per scrivere di certi prodotti.
Questa volta è con l'espressione e la posa
di Giulia, che incarnano alla perfezione
il ritmo del gioco.
Titolo: Sentinels of the Multiverse
Anno: 2011
Autore: C. Badell
            P. Bender

            A. Rebottaro
Editore: Greater than Games, LLC
Tipo: gioco di carte
Genere: cooperativo
Tema: supereroi
Meccanica: annoiarsi
Giocatori: 2-5
Durata: 60' 
Difficoltà: 2/5
Dipendenza dalla lingua: completa, tanto da mettere in difficoltà persino gli autori, che non erano così preparati in materia.
Illustratori: A. Rebottaro (trivia: che succede quando un illustratore è anche autore?).
Gallery

[Il Puzzillo]


Se dovessi giudicare dalla qualità dei prodotti usciti fino ad oggi da Kickstarter direi che la situazione è peggiore di quella in cui si sono trovati gli Avengers nell'omonimo film, e Sentinels of the Multivers è senza dubbio più il qualcosa che esce dal grande buco che il qualcosa che tenta di contenerlo.

Gli autori, utilizzando il loro super potere di dilatare il tempo, hanno realizzato un gioco di supereroi con la fantasia di Nembo Kid: gioca una carta, usa un potere, pesca una carta. Una cosa veloce di quelle che vi fanno stupire che una vita umana possa durare tanto, quando in fondo voi stessi pensate che potrebbe andar bene così, che avete fatto abbastanza su questa terra, che è inutile continuare.
Sopravvivendo invece vi accorgerete che è sufficiente anche solo smettere di comprare roba toccata da Kickstarter.


martedì 28 maggio 2013

I cinque tipi di blogger che ci fanno ridere tanto

di Mr. Black Pawn

La nostra amica Giulia interpreta "non sparate sul blogger".
Magistrale nella versione senza non.
Rieccomi a voi, dolcissimi bastardi, con un nuovo emozionante format atto a parlare male degli altri.
Prima di partire con questa nuova rubrica, gli immancabili disclaimer di rito resi necessari dal fatto che buona parte dei nostri lettori occasionali è pigra e non ha tempo di leggere le F.U.C.K., o chi siamo, o di accendere il cervello prima di premere "pubblica" e inviare un commento.

1. No, non facciamo nomi con questo tipo di articoli, non perché non siamo capaci ma perché vogliamo davvero prendere per i fondelli dei modi di fare e non delle persone. Se poi uno si sente punto sul vivo, problema suo.
2. No, non abbiamo rispetto per gli altri, non in senso assoluto: se uno fa una cosa ma la fa male, sia essa un lavoro o una passione, vaffanculo. Uno smisurato impegno non garantisce un buon risultato. Questo blog ne è la prova lampante, a parte lo "smisurato".
3. No, non ci sentiamo in colpa a giudicare gli altri, anzi, pensiamo che chi dice di non farlo o è un asceta buddista o un ipocrita. E comunque ehi, sono battute. Rilassatevi ogni tanto, mollate Trajan e fatevi una canna*.

Per cominciare, eccovi i cinque tipi di blogger che ci fanno ridere tanto e che secondo noi sarebbe meglio non venissero letti da nessuno se non a scopo ricreativo.
Sì, certo, ovviamente se fosse una gara la vinceremmo noi, ma quando leggete un blog fatemi il favore di ricordarvi di chi dice chiaramente di essere un cazzone che prende per i fondelli (ma non prende scatole e non ha banner pubblicitari), e chi invece tutto il resto.


martedì 21 maggio 2013

Spiel Des Jahres 2013 - nominati gli innominabili

Matteo Rossi e la sua prospettiva della nostra Olimpia intenta a
cercare il giusto punto di vista per la comprensione delle nomination.
Tentativo fallito ma con ottimi risultati.
La cosa bella dello Spiel Des Jahres è la sua ineluttabilità, arriva così, come il natale coi parenti, come le tasse, come un conto sulla felicità.

Questo premio è entrato ormai nella spirale del "offriamo cose sciocchine perché la gente usa cose sciocchine ma la gente usa cose sciocchine perché noi offriamo cose sciocchine".

E' così che l'informazione si è ridotta a Striscia la Notizia, la moda alle Crocs e il gioco dell'anno a Kingdom Builder, il gioco da tavolo più rapidamente dimenticato dopo Libertalia che però, a sua discolpa, non ha ricevuto premi.

Ma non era abbastanza, la giuria ha sentito che il segnale lanciato all'umanità non era ancora chiaro, e come un Nobel dato all'inventore del silenziatore per scorregge, hanno realizzato le nomination per il 2013:

martedì 14 maggio 2013

Florence Fantastic Festival - Meglio mai che tardi.

[Il Puzzillo]

Pare che l'immagine del volantino sia
attualmente sotto esame da parte della
magistratura per vilipendio all'estetica
e alla cultura. Nessuno dei magistrati però
avrebbe ancora avuto il coraggio di fissarlo o
di capirne il senso.
Florence.
Fantastic.
Festival.
Come nei quiz per la patente, solo una di queste tre affermazioni è vera.

Dopo i mesi di curata pubblicità portata dal vessillo del "A firenze una roba grossa di quelle cose che fate voi lì", concetto magistralmente reso nell'immagine della locandina, finalmente abbiamo potuto partecipare a questo evento fiorentino.

Sì, se avete risposto Fantastic o Festival, conta come errore.

Testualmente l'evento è stato presentato come " un evento che dal 10 al 12 maggio prossimi, porterà nel capoluogo toscano tutto il divertimento legato a cinema, videogioco, gioco tradizionale e dal vivo, editoria e fumetti, ma anche indie garage, gadgettistica ed elettronica. "
In effetti spade laser no, però sommando tutti gli stand di "spare parts" elettroniche si sarebbe potuta ricostruire la flotta imperiale.

Ora, io son distratto e tutto il divertimento legato al cinema non l'ho notato, ma d'altra parte nemmeno me ne sarebbe importato poi troppo, videogioco ce n'era un capannone vuoto, "gioco tradizionale" poco ma buono, che ho visto il BAO e i bimbi fuori a nascondino, gioco "dal vivo" invece esplode nella frase con così tanta ignoranza che persino per me rimane difficile trovare le parole, "editoria e fumetti" ne ho visti più che di cinema ma meno che di fontane di cioccolato, "gadgettistica ed elettronica" va tradotto in robe di anime in voga fra i giovini e quintali di scarti di magazzino recuperati da un convoglio in viaggio nel tempo destinato agli istituti tecnici industriali del 1998.

Non ho dimenticato ovviamente "ma anche indie garage", che è il "con scappellamento a destra" di quella che più che una fiera è stata una supercazzola degli argomenti nerd.


martedì 7 maggio 2013

Tokaido - approvato dal ministero della semplificazione

Leonardo foto (noto nell'ambiente
per l'evocativo cognome) ci offre questo scorcio
seppia (il seppia è a metà tra colore vero
e bianco e nero, più artistico del primo e
comunque meno impegnativo del secondo,
lo scorcio però è di traverso, e il traverso
è molto artistico, quasi dannato
)
della versione più turisticamente orientale
della nostra amica (o almeno spero per qualcuno
di noi che lo sia) Adele Brandaglia, mai in questa
immagine così tanto come in questa immagine.
Titolo: Tokaido
Anno: 2012
Autore: Antoine Bauza
Editore: Asterion, Fun Forge
Tipo: gioco da tavolo
Genere: passatempo
Tema: turismo
Meccanica: compra le carte, giramento di carte, scala quaranta.
Giocatori: 2-5
Durata: 30'-60' (ma tra le varianti c'è l'opzione "raddoppia")
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: nulla, dipende invece dalle immagini quasi quanto Dixit.
Illustratori: X. G. Durin.
Gallery

[La Guastafeste]

Da piccola mi hanno insegnato che è sbagliato dire "mi fa schifo", al più si può dire "non mi piace", ecco, Tokaido non mi piace al cazzo.

Tokaido è presentato come un "gioco Zen per donne", "come fosse antani con scappellamento a destra mentre gli uomini giocano a giochi veri". Le definizioni per un gioco del genere si sprecano, nel senso di tempo, tempo sprecato.

Ad attrarre le "donnine porta gamer" è il bianco dominante del tabellone, un concentrato di nulla volto a rappresentare il contenuto del gioco stesso e in grado di rassicurare gli animi più pavidi. Durante Play si è vista persino una madre non ritrarre la figlia a strattoni dal tavolo, come invece di consueto avviene.

martedì 30 aprile 2013

Clash of Cultures - incidente culturale

L'immagine decisa e belligerante di Iris offerta
dall'occhio di Gianluca Fiore, un'immagine che
rappresenta pienamente lo spirito belligerante
di qualche altro gioco, non questo.
Titolo: Clash of Cultures
Anno: 2012
Autore: Christian Marcussen
Editore: Z-Man
Tipo: gioco da tavolo
Genere: civilizzazione
Tema: antiche civiltà
Meccanica: tipo Risiko, metersi d'accordo.
Giocatori: 2-4
Durata: 150'-270' (si direbbe un'ora a giocatore più "mettili e levali")
Difficoltà: 3/5
Dipendenza dalla lingua: vitale, come dover spiegare ad un medico tedesco che siete stati morsi da un raro quanto venefico esemplare di ragno australiano, cioè, magari sopravvivete, ma in una maniera tale che preferireste di no.
Illustratori: Chris Quilliams, detto "quisquiglia", già premiato per le illustrazioni di Merchants and Marauders.
Gallery

[il Puzzillo]

Approfittando dell'abbandono del progetto d'importazione da parte di Asterion, bloccata da ostacoli tecnicamente insormontabili quali "Ma hai visto quanto costa?!?", ci gettiamo su di una breve analisi dell'ennesimo "quanto mi piacerebbe avere il tempo di giocarlo".
- Quanto mettiamo di durata?
- Bah, segna 3 ore, tanto dopo la seconda perdono il conto.

Parliamo di un gioco della grande scuola danese, autori giovani per idee rivoluzionarie.
Oppure Civilization.

Sul serio, la scuola danese del game design, sul serio. Certo meglio di quella italiana, ma almeno noi abbiamo delle prospettive (lol).

Perché un altro Civilization?
1- perché è il sogno di ogni giocatore farne uno.
2- perché "gli altri" sono obsoleti o troppo complessi e infinitamente lunghi.
3- perché una volta che rinunci alle altre attrattive danesi, tanto vale mirare alto.

E qui la chiave, Chirstian (no, non il figlio di Totti, quello è senza la "h") cerca di semplificare le cose per rendere il classico 4X storico comprensibile e giocabile anche a, tipo, me.