martedì 21 maggio 2013

Spiel Des Jahres 2013 - nominati gli innominabili

Matteo Rossi e la sua prospettiva della nostra Olimpia intenta a
cercare il giusto punto di vista per la comprensione delle nomination.
Tentativo fallito ma con ottimi risultati.
La cosa bella dello Spiel Des Jahres è la sua ineluttabilità, arriva così, come il natale coi parenti, come le tasse, come un conto sulla felicità.

Questo premio è entrato ormai nella spirale del "offriamo cose sciocchine perché la gente usa cose sciocchine ma la gente usa cose sciocchine perché noi offriamo cose sciocchine".

E' così che l'informazione si è ridotta a Striscia la Notizia, la moda alle Crocs e il gioco dell'anno a Kingdom Builder, il gioco da tavolo più rapidamente dimenticato dopo Libertalia che però, a sua discolpa, non ha ricevuto premi.

Ma non era abbastanza, la giuria ha sentito che il segnale lanciato all'umanità non era ancora chiaro, e come un Nobel dato all'inventore del silenziatore per scorregge, hanno realizzato le nomination per il 2013:

martedì 14 maggio 2013

Florence Fantastic Festival - Meglio mai che tardi.

[Il Puzzillo]

Pare che l'immagine del volantino sia
attualmente sotto esame da parte della
magistratura per vilipendio all'estetica
e alla cultura. Nessuno dei magistrati però
avrebbe ancora avuto il coraggio di fissarlo o
di capirne il senso.
Florence.
Fantastic.
Festival.
Come nei quiz per la patente, solo una di queste tre affermazioni è vera.

Dopo i mesi di curata pubblicità portata dal vessillo del "A firenze una roba grossa di quelle cose che fate voi lì", concetto magistralmente reso nell'immagine della locandina, finalmente abbiamo potuto partecipare a questo evento fiorentino.

Sì, se avete risposto Fantastic o Festival, conta come errore.

Testualmente l'evento è stato presentato come " un evento che dal 10 al 12 maggio prossimi, porterà nel capoluogo toscano tutto il divertimento legato a cinema, videogioco, gioco tradizionale e dal vivo, editoria e fumetti, ma anche indie garage, gadgettistica ed elettronica. "
In effetti spade laser no, però sommando tutti gli stand di "spare parts" elettroniche si sarebbe potuta ricostruire la flotta imperiale.

Ora, io son distratto e tutto il divertimento legato al cinema non l'ho notato, ma d'altra parte nemmeno me ne sarebbe importato poi troppo, videogioco ce n'era un capannone vuoto, "gioco tradizionale" poco ma buono, che ho visto il BAO e i bimbi fuori a nascondino, gioco "dal vivo" invece esplode nella frase con così tanta ignoranza che persino per me rimane difficile trovare le parole, "editoria e fumetti" ne ho visti più che di cinema ma meno che di fontane di cioccolato, "gadgettistica ed elettronica" va tradotto in robe di anime in voga fra i giovini e quintali di scarti di magazzino recuperati da un convoglio in viaggio nel tempo destinato agli istituti tecnici industriali del 1998.

Non ho dimenticato ovviamente "ma anche indie garage", che è il "con scappellamento a destra" di quella che più che una fiera è stata una supercazzola degli argomenti nerd.


martedì 7 maggio 2013

Tokaido - approvato dal ministero della semplificazione

Leonardo foto (noto nell'ambiente
per l'evocativo cognome) ci offre questo scorcio
seppia (il seppia è a metà tra colore vero
e bianco e nero, più artistico del primo e
comunque meno impegnativo del secondo,
lo scorcio però è di traverso, e il traverso
è molto artistico, quasi dannato
)
della versione più turisticamente orientale
della nostra amica (o almeno spero per qualcuno
di noi che lo sia) Adele Brandaglia, mai in questa
immagine così tanto come in questa immagine.
Titolo: Tokaido
Anno: 2012
Autore: Antoine Bauza
Editore: Asterion, Fun Forge
Tipo: gioco da tavolo
Genere: passatempo
Tema: turismo
Meccanica: compra le carte, giramento di carte, scala quaranta.
Giocatori: 2-5
Durata: 30'-60' (ma tra le varianti c'è l'opzione "raddoppia")
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: nulla, dipende invece dalle immagini quasi quanto Dixit.
Illustratori: X. G. Durin.
Gallery

[La Guastafeste]

Da piccola mi hanno insegnato che è sbagliato dire "mi fa schifo", al più si può dire "non mi piace", ecco, Tokaido non mi piace al cazzo.

Tokaido è presentato come un "gioco Zen per donne", "come fosse antani con scappellamento a destra mentre gli uomini giocano a giochi veri". Le definizioni per un gioco del genere si sprecano, nel senso di tempo, tempo sprecato.

Ad attrarre le "donnine porta gamer" è il bianco dominante del tabellone, un concentrato di nulla volto a rappresentare il contenuto del gioco stesso e in grado di rassicurare gli animi più pavidi. Durante Play si è vista persino una madre non ritrarre la figlia a strattoni dal tavolo, come invece di consueto avviene.

martedì 30 aprile 2013

Clash of Cultures - incidente culturale

L'immagine decisa e belligerante di Iris offerta
dall'occhio di Gianluca Fiore, un'immagine che
rappresenta pienamente lo spirito belligerante
di qualche altro gioco, non questo.
Titolo: Clash of Cultures
Anno: 2012
Autore: Christian Marcussen
Editore: Z-Man
Tipo: gioco da tavolo
Genere: civilizzazione
Tema: antiche civiltà
Meccanica: tipo Risiko, metersi d'accordo.
Giocatori: 2-4
Durata: 150'-270' (si direbbe un'ora a giocatore più "mettili e levali")
Difficoltà: 3/5
Dipendenza dalla lingua: vitale, come dover spiegare ad un medico tedesco che siete stati morsi da un raro quanto venefico esemplare di ragno australiano, cioè, magari sopravvivete, ma in una maniera tale che preferireste di no.
Illustratori: Chris Quilliams, detto "quisquiglia", già premiato per le illustrazioni di Merchants and Marauders.
Gallery

[il Puzzillo]

Approfittando dell'abbandono del progetto d'importazione da parte di Asterion, bloccata da ostacoli tecnicamente insormontabili quali "Ma hai visto quanto costa?!?", ci gettiamo su di una breve analisi dell'ennesimo "quanto mi piacerebbe avere il tempo di giocarlo".
- Quanto mettiamo di durata?
- Bah, segna 3 ore, tanto dopo la seconda perdono il conto.

Parliamo di un gioco della grande scuola danese, autori giovani per idee rivoluzionarie.
Oppure Civilization.

Sul serio, la scuola danese del game design, sul serio. Certo meglio di quella italiana, ma almeno noi abbiamo delle prospettive (lol).

Perché un altro Civilization?
1- perché è il sogno di ogni giocatore farne uno.
2- perché "gli altri" sono obsoleti o troppo complessi e infinitamente lunghi.
3- perché una volta che rinunci alle altre attrattive danesi, tanto vale mirare alto.

E qui la chiave, Chirstian (no, non il figlio di Totti, quello è senza la "h") cerca di semplificare le cose per rendere il classico 4X storico comprensibile e giocabile anche a, tipo, me.


martedì 23 aprile 2013

Augustus - L'ultimo ambo dell'imperatore

Bianca Canal, mia amica di sensazionali oltre che
completamente inventate avventure, ci mostra
come un sorriso possa valere più di mille
"ma de che state a parla'?"
Titolo: Augustus
Anno: 2013
Autore: Paolo Mori
Editore: Hurricane, Oliphante
Tipo: gioco da tavolo
Genere: passatempo/azzardo
Tema: Bingo e Impero Romano
Meccanica: giramento di carte, comprare le carte , scala quaranta, scommessa, piazzamento omini (LOL)
Giocatori: 2-6
Durata: 30'-45'
Difficoltà: 2/5
Dipendenza dalla lingua: nulla.
Illustratori: Vincent Dutrait (c'ha pure il nome sulla scatola accanto a quello di Paolo Mori, bella roba, dico io)

[il Puzzillo]


Probabilmente avrei bisogno di un ripasso di storia, ma più che ad essa, per comprendere cosa sia Augustus, è utile ricorrere ai primi secondi di una importante lezione di scienze.

Con tale lezione in tasca lo sguardo sull'ultima faticaccia di Paolo Mori acquisisce forme e colori che non possiamo non apprezzare. Per quanto riguarda il giudizio del sottoscritto siamo di fronte a un possibile capolavoro, la vera esplosione che ci si aspettava dal dimenticato Libertalia appare ora con Augustus attraverso una serie di fuochi d'artificio senza uguali.

Ha le cartelle da scegliere come la Tombola, ha cartelle che si completano come la Tombola, ha i premi per le cartelle completate come la Tombola, ma che gioco è?


martedì 16 aprile 2013

PLAY 2013 - chi va piano arriva tardi

[Il Puzzillo]

Beccati questa, Monnalisa.
Appena rientrato da Ludicomix, fiera empolese tanto lunare quanto utile, e non avendo trovato concetti abbastanza grandi con cui paragonare la noia da tale evento generata, altro non mi è rimasto che ripiegare su quella PLAY 2013 che speravo di aver evitato grazie all'apparentemente esaustiva analisi di Mr Black Pawn.

Già, PLAY 2013, una cosa che a un occhio distratto potrebbe far domandare "sì, va be', ma non c'era già PLAY 2012?".
Un occhio più attento invece avrebbe meno dubbi nell'affermare "oh, sì, va be', ma c'era già PLAY 2012.".

Ora, a parte l'immagine dell'occhio pigro che dialoga con quello attento, ed escludendo il fatto che entrambi erano a PLAY, e che quindi anche quello attento tutto sommato tanto sveglio non dev'esserlo, qualche motivo per non riciclare paro paro il resoconto dello scorso anno, alla fine, l'ho trovato.
E no, non è solo per i nuovi ristoranti in città.

La fiera si allarga di anno in anno, rendendo sempre più evidente il vuoto nei padiglioni. Ma mentre nel padiglione dedicato ai giochi da tavolo l'excusatio non petita si manifesta negli ampi corridoi, che rendono agevole il passaggio "a distanza di sicurezza" dai tavoli da gioco delle diverse aree, negli altri padiglioni l'effetto "quando arrivano con la roba?" è abbastanza corposo, per usare un termine improprio.

Il padiglione dedicato ai bambini, o meglio alle loro famiglie, vede, in ordine rigorosamente sparso, stand LEGO (e ci mancherebbe altro), tavoli di scacchi, giochi da strada, peluche, accampamenti jedi, tavoli di dama e uno spazio dedicato al "Ruzzle Live". Se mi sono dimenticato qualcosa è perché davvero non valeva la pena di essere visto e, considerando ciò che invece mi sono ricordato, direi che se state tentando di strapparvi attraverso le narici la parte di cervello dedicata all'immaginazione, avete afferrato il punto.


giovedì 11 aprile 2013

Play 2013: Prove di Lucca Games

di Mr. Black Pawn

Play, bisogna ammetterlo, non è una brutta fiera. Non è la ModCon della Polisportiva Sacca, che ti stordiva con il suo aroma di fustella nuova e ascella sudata ma felice, ma non è neanche quel pasticciaccio brutto sotto le mura di Lucca o una fiera per senzapalle come altre in giro per l'Italia.
Eppure ogni anno si mettono d'impegno per sprecare spazi e promuovere le cose sbagliate, tipo ospiti che non c'entrano una mazza col resto. Ma si vede che "abbiamo Tazio Barzotti, quello che giocava a bocce negli anni quaranta" fa tanto crossmedialità. Ognuno gode di quel che può.

Mi pare già di sentire quel covo di piccoli bastardi che ospita i miei lettori puntare le loro ditina sporche di Dixit verso di me gridando "smetti di parlare male della migliore fiera di bla bla bla divulgazione".
Al tempo, stronzetti.
Qua da noi basta che t'infili una maglietta colorata e fai due demo di Dobble e stai già "facendo divulgazione". Se far giocare Caylus a una fiera, o far provare a Blackbeard (che il Diavolo mi perdoni) a un gruppo di disperati in Con è "promuovere il gioco intelligente", allora anche io ho fatto divulgazione. Anzi, azzardo: l'hanno fatta due lettori su tre di questo blog. E stiamo messi come stiamo messi: forse è ora di rivedere il concetto di fondo.

Ma proseguiamo.


giovedì 4 aprile 2013

Lucca Games: il “Best of Show” diventa “Gioco dell’Anno”

[Mr Black Pawn]

Salve, genti. Sto osservando un rigoroso silenzio stampa per motivi che andrete a conoscere dopo Play! (fra i quali c'è, tanto per tagliare la testa al toro, il fatto che svelerò chi si cela dietro il mio pseudonimo)
Un commento breve, però, a questa notizia.

Il “Best of Show”, il premio che ogni anno viene assegnato nell’ambito
di Lucca Comics & Games, si trasforma in “Gioco dell’Anno”, assumendo
il titolo e il marchio dello storico e ambito riconoscimento.

La notizia l'avrete letta in giro, su KILI, sulla ML di Lucca Games e sui vari siti del settore.

E il commento? Eccolo.


mercoledì 3 aprile 2013

Brace Yourselves - Ludologi are coming

Chiedo venia per l'apertura dell'articolo di questa settimana priva della consueta immagine di splendida cosplayer nazionale, cercheremo di farci perdonare.

Trattare di altre fonti, come forum e blog di gente a caso, di persone che affrontano il mondo ludico allo stesso modo di autori ed editori, ossia a cazzo di cane, è solitamente compito del Black Pawn, che però è in ritiro spirituale nell'attesa di affrontare PLAY 2013 con una Kamehameha di guano.

Quindi, nell'attesa, grazie ad una segnalazione (tutt'altro che anonima), diamo un'occhiata qui:


Vi lascio qualche secondo per giocare a "trova l'intruso".


mercoledì 27 marzo 2013

CO2 - Elemento inquinante

Chiara Tropea ci mostra come tenere in contatto
natura e progresso. Oppure sta lì e se ne infischia,
tanto  è uguale.

Titolo: CO2
Anno: 2012
Autore: Vital Lacerda
Editore: Giochix.it, Stronghold
Tipo: gioco da tavolo
Genere: gestione risorse
Tema: inquinamento mondiale (già)
Meccanica: comprare le carte, piazzamento tessere e omini
Giocatori: 1-5
Durata: 120'-200'
Difficoltà: 4/5
Dipendenza dalla lingua: nulla.
Illustratori: Paula Simonetti, Giacomo Tappainer

[il Puzzillo]

Sulla scia dell'esuberante successo di 20th Century (non lo conoscete? Appunto) ecco l'ennesimo gioco di dubbio gusto importato da Giochix, grazie al quale il primo pensiero corre proprio a quanta CO2 si sarebbe potuta risparmiare evitando la produzione di questo capolavoro dell'inutilità.
Per fortuna non moltissima, immaginando tirature più da vendita per fiere che da grande distribuzione.

Dissolto questo aspro dubbio possiamo giocarci con un cuore la cui appena ritrovata leggerezza viene immediatamente schiacciata dall'ennesima preferenza estetica di casa Giochix, paragonabile ad una stanza del bimbo pitturata con draghi dalle teste mozzate e piccoli omini deformi che di quelle mangiano gli occhi al contempo defecandosi addosso l'un l'altro.
Ora, magari l'effetto acquerello di copertina e plancia non raggiunge quella grossolanità, ma per un gioco da tavolo è senza dubbio parimenti in grado di far capire all'ospite che non sarà affatto una bella esperienza.

Lacerda, già autore di Vinhos, un gioco che ha lasciato un segno talmente profondo e grande che non rimangono nemmeno gli schizzi sul bordo, ci propone stavolta una variante sul tema (il tema è "manipolazioni estenuanti di risorse qualsiasi") in cui finalmente è previsto che accada in gioco ciò che accadeva già con Vinhos nella realtà, ossia che il gioco possa sconfiggere i giocatori.

martedì 19 marzo 2013

Quell'Angiolino di un Petersen

Benedetto Pirolozzi ci permette di riconoscere nell'espressione
accondiscendente di Rosita lo spirito di quanto vi stiamo per raccontare.
Benvenuti nell'angolo dei retroscena ludici, quell'angolo frequentato con la gioia con cui si mangerebbe un panino nell'orinatoio dell'Olimpico. In quest'angolo in fatti accade qualcosa che anche i meno sobri teppisti da stadio avrebbero difficoltà a sopportare: si parla di ciò che accade dietro ai giochi: "un sguardo oltre lo scarico".

Do inizio a questa rubrica del tutto estemporanea con un caso che non mi ha lasciato scampo, prendendomi alla gola come quando inciampai nella lettiera del rinoceronte da compagnia del mio amico Pigro: il caso Angiolino-Petersen, anche noto come il caso del "Parappapparlo nel parapappero".

"The story so far", come dicono quelli che rubano i giochi:

martedì 12 marzo 2013

Fama e fame del gioco - un azzardo

La buona Francesca Aliberti,
ritratta da Massimiliano e Walter Pellegrini, c'impartisce lezioni d'azzardo:
"deriva dall'arabo az-zahr, che significa dado"
Ovviamente non è vero: non sappiamo se sia buona.
Della distinzione tra giochi con vincite in denaro e giochi di società se ne parla da tempo, ma da alcuni giorni impervia su internet, soprattutto tra gli addetti ai lavori nel campo dei giochi da tavolo e di ruolo, una petizione volta ad aggiungere la dicitura "d'azzardo" a tutte le comunicazioni che riguardano il gioco che causa dipendenza e che deve essere avvicinato "responsabilmente". 
Già, come le droghe, l'alcool o Magic.


Una sorta d'indignazione del settore che intende lottare per la dignità del gioco di società, del gioco come attività fondamentale dell'essere umano, del gioco come radice di vita, di creatività e di vita.
Poi escono: Monkey see Monkey Do, Forgotten Planet, Prestige, Olympicards e Astronuts.


Si scrive "dignità", si legge "epic fail".

La verità è che nessuno, a parte qualche giocatore ingenuo, grillino o speculatore, penserebbe mai che una pubblicità progresso del tipo "gioca responsabilmente" o "il gioco può causare dipendenza", possa riferirsi al gioco da tavolo.
Prima di tutto perché la maggior parte delle persone non conosce il gioco da tavolo, o a mala pena Monopoly e Risiko.
Poi perché, anche solo conoscendo quelli, nessuna persona con funzionalità cerebrali in grado di rendere utilizzabili i pollici abbinerebbe mai il concetto di gioco da tavolo ad alcuna dipendenza. 
E se avete giocato Monopoly e Risiko sapete di cosa parlo.

martedì 5 marzo 2013

Kemet - Giocare a Sharm


Nostra maestà Noemi Pelegalli immortalata nella
sua migliore interpretazione del "no no,
continua pure a parlarmene, ho un sacco di tempo
per ignorarti mentre aspetto che i miei psicofarmaci
facciano effetto" da Demis Albertacci, uno dei
nomi più noti della fotografia tra i single della rete.
Titolo: Kemet
Anno: 2012
Autore: J. Bariot, G. Montiage
Editore: Asterion, Matagot
Tipo: gioco da tavolo
Genere: di menare
Tema: antico Egitto
Meccanica: di menarsi, comprare le carte, bluff
Giocatori: 2-5
Durata: 60'-120'
Difficoltà: 3/5
Dipendenza dalla lingua: nulla.
Illustratori: D. Bielak, E. Denis, N. Fructus
Gallery

[il Puzzillo]

Ed eccoci a trattare uno dei giochi meglio riusciti dall'ultima Essen, una nomination paragonabile a quella di  Ratzinger a "padre dell'anno". 

Un gioco che si è distinto tra i tavoli come l'unico per cui l'ambientazione sia stata decisa dalla forma di "un dado spiacevole da lanciare perché non rotola". Ormai però i componenti erano stati scelti, e con quei tetraedri qualcosa ci si sarebbe pur dovuto fare... 
- Piramidi!
- Yeah! Andranno benissimo con i teletrasporti e gli sviluppi tecnologici!

Ed ecco Kemet.

Dunque abbiamo cinque diverse fazioni, diverse come sono diversi il giallo, il turchese, il verde, il nero e il rosso, riconoscibili da poteri caratteristici (ad esempio il giallo ha il potere di giallo), e dobbiamo guidarle in un relativamente semplice king of the hill utilizzando, in spiccioli, un sistema di maggioranze.
"Rivoluzionario come un mocassino marrone" Quattroruote.
"Saranno esistiti davvero i gialli?" R. Giacobbo.
"Tutti a casa!!11!uno!!!" La Rete.

giovedì 28 febbraio 2013

Pisacon 2013 - X-Con

Forse non è la prima volta, ma è sicuramente una delle volte in cui ci troviamo immersi nel bel mezzo di una convention ludica ricca di eventi vari, eventuali ed ammucchiati.

Due giorni di manifestazione legati al gioco come un odontoceto è legato agli ittiopsidi. Cioè sì, ma senza aver capito.
Pistole laser, cosplay fantasy (o giocatori di ruolo dal vivo, o gente di menarsi in costume, pari sono), giochi in legno per bambini, esperimenti base con giochi di fisica applicata, corsi di game design, zumba, riffe a volontà, negozianti di giochi e il MENSA (generando fortissimi dubbi riguardo l'attendibilità delle Matrici di Raven). In somma un tale pappone che a confronto la busta per gli avanzi del cane che rimedio al ristorante, pur non avendo un cane, appare come una cenetta romantica.

martedì 19 febbraio 2013

Room 25 - no vacancy

La discrezione di Elenoire, e la sua
qualità di essere sempre
ne "l'altra stanza" (quella giusta)
rispetto a chi gioca a Room 25.
Titolo: Room 25
Anno: 2013
Autore: Francois Rouzé
Editore: Asterion Press, Matagot
Tipo: gioco da tavolo
Genere: ordinare cose
Tema: fuga
Meccanica: Portare in giro, indovinare, bluff
Giocatori: 1-6
Durata: 15'-40'
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: i componenti hanno i disegni, ma la spiegazione dei disegni...
Illustratori: D. Balage, C. Durand-Kriegel
Gallery

[il Puzzillo]


[Prime, e probabilmente uniche, impressioni]







Parteciperanno la metà di voi alla metà degli eventi ludici, e nutriranno per la metà di questi metà dell'interesse che non meritano nemmeno a metà.
[Bilbo, Asterion Day]


Forse non tutti sanno, e magari di questi a pochi interesserà, che  il 16/02/2013 c'è stato a Roma l'Asterion Day. L'accoglienza dell'evento nella capitale è stata purtroppo ridimensionata a causa di attesissimi eventi sportivi come l'addio al calcio di Ratzinger e il torneo di "Telobuco'stopallone", che vedeva i ragazzi del Quadraro impegnati nelle fasi finali contro la signora Algida del primo piano.


Noi abbiamo resistito alle tentazioni e siamo andati, un po' per compagnia, un po' per vedere la manciata di nuove importazioni dei nostri eroi, un po' per rincuorarli dalle scelte fatte.

Dato il deficit d'attenzione che mi contraddistingue (oltre alla scarsa memoria e alla scarsa memoria), ho deciso di provare un paio di partite a questo intrigante accattivante affascinante breve titolo: Room 25.