martedì 12 giugno 2012

Stahleck - Heidelberger e le ragguardevoli trasferte del Puzzillo

Partirono in due ed erano abbastanza, due giochi, una borsetta e poca fantasia.
Il posto non era distante, più che altro era quello che le mappe locali definivano "in culo al mondo", ma loro in culo ce li mandavano spesso, non avrebbero avuto problemi ad arrivare.

Così fu. Dopo appena 22 ore di viaggio i nostri giunsero al castello di Stahleck, roccaforte e fucina della ludica europea, oltre che locazione dannatamente in salita, che ti rendi conto che due giochi, una borsetta e poca fantasia possono pesare più di un torneo di othello con gli appassionati di othello.
L'ingresso nel castello fu trionfale, escludendo il sudore che li rendeva più simili a natiche di dromedario, si sentirono come due principesse accolte da ospitali quanto goliardici signori, roba da buttare subito giù un pezzo a firma White Bishop, prima che l'eterosessualità riprenda corpo.


Ma il dramma riposa senza svanire mai, quindi eccolo apparire tra i momenti di gradevole stupore, la compagnia si scioglie, ricordando improvvisamente che, mentre il Valtriani a torto o ragione è un autore, il Puzzillo no. E questo, per il signore del castello, conta e come. 
A quel punto il nostro eroe person protago tizio, per recuperare considerazione rispetto ai più titolati partecipanti decise di esibirsi in una autopresentazione in grado di sciogliere il più rigido cuore teutonico, facendo leva sulla convivialità tipica del nostro paese, esordendo con un "salve, ho portato un gioco per due perché detesto i giocatori, così meno ne vedo e meglio è".
Un successone. La fila al tavolo del Puzzillo si creò lunga in un attimo con tutti i giocatori che volevano metterci sopra le mani. Un paio anche per provare il gioco.


La professionalità nell'aria dava nausea, tra i sorrisi e le battute una innumerevole (in realtà numerabilissima, ma 'sticazzi) serie di considerazioni tecniche e produttive di spessore si diffondeva contrastata solo dalla imponente incompetenza italiana, presente in dosi massicce grazie alla faciloneria di personaggi del calibro del buon Mario Sacchi e della onnipresente famiglia Cranio, oltre a due manciate di autori e inidentificabili nostrani.

I giocatori arrivarono a frotte, succedendosi al tavolo con una frequenza paragonabile solo a quella delle birre sul tavolo del Valtriani.

Ore e ore di playtest, che se ne avessero concesse un quinto a Mage Knight sarebbe stato un gioco, interventi internazionali riguardo le politiche editoriali e le possibilità del mercato, intrecci di know how e filosofia ludica, il tutto con una sola grande conseguenza: prima di cena erano già tutti ubriachi.


Il Puzzillo, non ancora riconosciuto come terrorista ludico internazionale, fu confuso con un autore qualsiasi, ricevendone il medesimo trattamento, ricavando financo indicazioni interessanti per rendere il proprio aborto aleatorio quasi un gioco vero. Magari un giorno, se smetterà di dire bugie e la fatina si sarà fatta di polvere di stelle di prima qualità.


Ottenuto più di quanto si sarebbe meritato, ed escluso qualsiasi progetto d'accoppiamento estemporaneo con la fauna locale (comunque fortemente caratterizzata dalla sua "natura ludica"), il nostro astemio non trovò meglio da fare che provare qualcuno dei (più o meno) prototipi presenti nella sala dei cavalieri:

Chiarvesio interpreta Iennaco, con Faerie Tales (o roba così) un gioco di tarocchi e set collection quasi pronto, che ci vuol davvero poco per metterlo a posto, in somma, che è quasi pronto per essere messo a posto, in un cassetto.

La Grana porta Ranchoun, un gioco basato su Super Farmer, presentandolo con un sontuoso "dev'essere ancora pieno di polli, là fuori".

I cechi della CGE esibiscono Steamferno un mini dungeon crawler in cui dei poderosi e mistici eroi a cavallo tra lo steam punk e il fantasy vengono calati nelle fogne della città per chiudere quattro rubinetti tra secchiate di piccoli blob. Finalmente un'ambientazione molto aderente, per un gioco dimmerda. Che magari una trentina di anni fa sarebbe stato un gioco dimmerda qualunque.

Valtriani porta più prototipi che pedalini senza per questo migliorare la situazione, inutile cercare di assecondare la pletora di regole, generalmente basta fermarcisi una mezz'ora annuendo, come quando qualcuno propone di giocare 011.

Ci sarà una nuova edizione di Aliens. E 'sticazzi.




Cranio produce Sheepland, un giochino il cui unico scopo è far sentire i giocatori al pari di un ciuffo di lana. In trenta minuti.

A chiusura dei conti la vera sorpresa è stata l'insospettabile umorismo tedesco: la prima volta che si sente un tedesco fare una battuta è come la prima volta da bambino in cui vi rubano il naso, crollano tutte le certezze, prima di fare la figura dei rincoglioniti. Missione compiuta.


20 commenti:

  1. Sei molto gentile, peccato che io avessi due prototipi e tu anche. Di uno però, dopo aver raccolto le offese di tutti gli italiani presenti (ai locali ti sei guardato dal mostrarlo) non fai menzione.
    Citando Chiarvesio, perché non parliamo un po' di Commercialisti dei Caraibi?

    Ma, in effetti, sarebbe fiato sprecato dato che finalmente si può parlare di SteamLords, il tuo giochino di dadi, il gioco in cui ogni regola presenta quale corollario "...a meno che..." seguito da un'inutile dimostrazione di pomposa ineleganza, l'unico gioco che riesce, lasciando in pace le catalogazioni serie e seguendo la vostra, ad assommare:
    - Giavvisto (somiglia ad almeno due giochi)
    - A breve scadenza (solo per due)
    - Tema a caso (appiccicatissimo)
    - Tema del cazzo (steampunk vs avatar)
    - Bilanciato col Culo (quelli che sparano vincono)
    - Scritto dalla Troisi (per quel poco che ho letto senza piangere)
    - Dimmerda (per somma di fattori)

    Ti salvo da Componentistica da cesso finché non decidi di autoprodurlo :P

    Certo che potevi anche ringraziarmi pubblicamente, o offrirmi un'aranciatona, o almeno qualcosina per il bimbo.

    Alla prossima, con immutata seppur raddoppiata stima :)

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    1. Viaggio sulle spalle dei giganti.

      Preciso quindi che:
      - Giavvisto è in realtà Copiato. Che è altro. Alcuni direbbero "liberamente ispirato a".
      - A breve scadenza sì, è una tecnica commerciale fondamentale, e poi non avete abbastanza amici per i giochi da tre.
      - Tema a caso nì, pescandolo da una cesta di 50 generi direi che c'era un raggio piuttosto ristretto.
      - Tema del cazzo, vedi tema a caso, al limite la responsabilità andrebbe ricercata tra le dita del chirichetto che ha pescato dall'urna, negative poiché strappate dalle attenzioni del suo pastore.
      - Bilanciato col culo, se non sapete usare i dadi, o non sapete barare, non può essere responsabilità del designer.
      - Scritto dalla Troisi, impossibile: era scritto anche in italiano.
      - Dimmerda, ora ci siamo.

      E certo, la componentistica non l'ho fatta io!

      Ovviamente ci sarà sempre un'aranciatona per il bimbo!

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  2. Dai, Marco... Non parlare male del gioco demmerda de dadi demmerda... Almeno ha avuto il pregio di tenere occupato il mio altrimenti rumorosissimo famiglio.

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  3. Vero.
    E poi se volessimo fare i cattivi potremmo sempre rivelare i dettagli del fine serata di venerdì.

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  4. No, no, teniamoli come risorsa preziosa per quando dovrà commentare giochi nostri...

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  5. Che delusione, nemmeno la foto di una gnocca.

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  6. Mamma mia che ventata di bontà, ma che dico di bontà: dimmerda.
    Non ci devi andare a queste robe da autori, più ci vai più ti rincoglionisci.

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  7. Report porazziano, questo qua, autoreferenziale e utile solo per fare il simpatico coi tuoi amichetti sacchi, chiarvesio e valtriani (che siano loro black pawn, white bishop e il ludologo?), che così magari ti aiutano a produrre il tuo giochino.

    Credibilità in picchiata.

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    1. Beccati tutti e tre: GRANDISSIMO.
      Dai dillo a tutti! Facebook, Twitter, anche le foto su Instagram!
      "Svelato il mistero, i redattori del Puzzillo confessano!"

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    2. Tiger Mask, non ci siamo capiti: per produrre un gioco non solo farei il simpatico con gli amichetti, ma porterei l'editore in braccio alle fiere, manderei in cu*o il sito e venderei alcuni organi vitali di mia madre. Quelli rimasti.

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    3. Caro Tiger Mask, ci terrei a smentire le seguenti cose, riguardo al tuo post:
      1: Il puzzillo non è mio amico perché, in quanto editore di giochi, non ho amici, né rapporti umani di alcun tipo (a parte quelli sessuali a pagamento, ovviamente)
      2: Il puzzillo non è minimamente riuscito a risultare simpatico né a me, né a nessun altro
      3: Io non sono né Black Pawn, né White Bishop, né il Ludologo, perché sicuramente scrivono gratis e ciò mi esclude senza dubbio alcuno

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  8. Puffo Giocatore13 giugno 2012 11:48

    non pervenuto....

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  9. fermi un attimo ho finito i popcorn, torno subito

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  10. no davvero, provate steamferno prima di dire che steamlord è nammerda.

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    1. Puffo Giocatore13 giugno 2012 15:13

      Ma tutti 'sti giochi, col vapore a che hanno a che fare ? C'è di mezzo una pentola a pressione?

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    2. E' la classica ambientazione sulla cresta dell'onda che cavalcano gli autori di terza categoria per provare a far emergere i propri, altrimenti (e ugualmente) ingnorabilissimi, prodotti.

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    3. c'è la crisi. Il vapore costa poco.

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  11. Poi cazzo, detto da sacchi e valtriani...

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  12. Io aspetto trepidante steamfame

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