lunedì 28 gennaio 2013

Gauntlet of Fools - ironia da editori

Olimpia e il fantasy secondo Luciano Ponticelli.
Comunque una interpretazione migliore di quella
offerta da Vaccarino.
Titolo: Gauntlet of Fools
Anno: 2012
Autore: Donald Xavier Vaccarino
Editore: Indie GBoards and Cards
Tipo: non gioco di dadi
Genere: kickstarter
Tema: fantasy
Meccanica: giramento di carte (e di dadi), asta a rogne
Giocatori: 2-6
Durata: 5'/45' (dipende da quanto siate svegli)
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: nulla, nulla ha più importanza.
Illustratori: L. Francisco, C. Romanos
Gallery

[il Puzzillo]


Gauntlet of Fools tratta di un manipolo di eroi diversamente abili che, avventuratisi in un dungeon pieno di pericoli, mostri  e trappole, perseverano nella loro attività fino a che uno solo di loro riesca ad uscire dalla fiera di Essen senza aver comprato Gauntlet of Fools.

Purtroppo la maggior parte di essi vivevano un destino segnato dall'aver preordinato il "gioco".

L'idea era buona: una nuova casa editrice contatta uno degli autori più in voga del momento ed esce con un giochino veloce a tema fantasy che non può fallire.
La parte meno buona è stata quella in cui al suddetto autore nessuno chiede se gli vada di fare un gioco.
A lui non andava ed ecco Gauntlet of Fools.

Vaccarino usa probabilmente uno degli ultimi bonus a sua disposizione per provare quello che qualsiasi giocatore della nostra generazione ha, in cuor suo, progettato: una simulazione di dungeon crawling con carte e dadi, ricca di effetti e decisamente veloce. Un po' come Munchkin, ma ricca di effetti e decisamente veloce.


Altra ottima idea degli editori è quella di fare ricorso a Kickstarter, la nuova frontiera delle televendite, un'invisibile parete fra la galera di Vanna Marchi e la casa vacanze dei nuovi "editori". Un argomento che inizialmente abbiamo evitato di affrontare per poterlo osservare e studiare un po' meglio, ma poi tra puzza e sgommate abbiamo desistito del tutto.
Fatto sta che il ricorso a Kickstarter ad oggi ha guadagnato il valore di un notevole biglietto da visita, un po' come presentarsi alle elezioni a nome di Silvio.
E proprio come Silvio, Kickstarter entra nelle case della gente via media, raggiungendo una quantità di pubblico che i canali pubblicitari dedicati al gioco da tavolo non vedranno mai, colpendo una quantità di allocchi altrimenti inarrivabile.
Sullo stesso piano è anche la simpatia inserita tra illustrazioni e caratteristiche.
Aggiungendo a questo parole come "fantasy" e "Vaccarino", la trappolona è pronta.

Come sia poi effettivamente il gioco ha l'importanza del colore delle scarpe di un cadavere. Più sensata sarebbe invece la discussione sul fatto che effettivamente il gioco sia tale, piuttosto che un passatempo.

Si tratta di un'asta per scegliere la combinazione personaggio-arma seguita da un lanciar dadi dai punteggi più alti possibile. Chi lo fa più a lungo vince (nulla a che vedere con "l'altro sport").

Personaggi e armi vengono abbinati casualmente, richiedendo un grande lavoro di equilibrio. Oppure un'asta.
Ma sì, a disposizione dei giocatori un bel set di penalità da attribuire ai personaggi per rilanciare sulla loro acquisizione. Questo significa che alcune combinazioni possono essere talmente più vantaggiose da preferire quel personaggio cieco, zoppo e ubriaco, piuttosto che qualsiasi altro a tavola. All'aggiunta della sindrome di Tourette e diarrea, tendenzialmente, si passa al secondo e si continua fintanto che tutti i giocatori non abbiano scelto un personaggio o contratto malattie genetiche.

Se a questo punto qualcuno non si è mangiato la lingua cercando una scusa per allontanarsi dal tavolo, si iniziano a pescare carte dal mazzo "incontri" e tirare dadi per trasformarle in soldi, o in danni, in caso di risultati bassi. Avanti così fintanto che uno non abbia abbastanza soldi da dire "è finita, andate in pace", frase che da sempre allieta i cuori e altri organi di un po' tutti.
Trattandosi di un mazzo ovviamente mostri e trappole presenti al suo interno sono tutt'altro che progressivi, e non c'è modo di evitare un incontro. Nel frattempo tra quei focomelici nati, o disabili resi, dei personaggi, alcuni avranno abilità a consumo che li rendono sempre più incapaci col passare del tempo, altri avranno abilità che crescono d'effetto sconfiggendo quei mostri che però senza abilità accresciuta non riescono a sconfiggere, mentre gli ultimi sono pippe a prescindere.

L'immagine che rimane è quella di Vaccarino che invia il regolamento guardandosi intorno come uno che abbia appena fragorosamente scorreggiato in strada.



8 commenti:

  1. Ma non era un sito che recensiva giochi, questo?
    Qua vedo solo una scatola con dentro un regolamento, dei dadi e delle carte.

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  2. Cazzo ci hai trovato il regolamento?!

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  3. Hai scritto "dungon". Questo sito non è profescionale.

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    1. Se è per questo scrive sempre anche "in somma" e "in tanto", facendo sanguinare gli occhi all'Accademia della Crusca.

      (e adesso dovrebbe rispondermi "in culati")

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    2. Il Paradroide vince ancora il premio "spulcia" della settimana, dimostrando di aver letto, contro ogni indicazione, l'articolo (o solo le prime righe). Fedelissimo.

      Lupigi, se non t'hanno sanguinato gli occhi leggendo (o magari scrivendo) certi regolamenti, puoi resistere a "di tanto in tanto" e soprattutto a "in somma" che, come indica l'Accademia della Crusca, si scrive "in somma".
      E io so' 'gnurante eh! Però, ecco, in somma.



      §. VI. In somma, posto avverbialm. vale Finalmente, In conclusione. Lat. ad summam, denique, tandem. Gr. καθόλου δέ, τέλος, ὕστερον.
      Esempio: Dant. Inf. 15. In somma sappi, che tutti fur cherci, E letterati grandi.
      Esempio: Cron. Morell. 237. Giovanni fu quello in somma, che più abbrancò, e Pagolo ne andò di peggio, che tutti.
      Esempio: Vit. S. M. Madd. 23. In somma si puose in cuore di volere fare contrario a tutte quelle cose, ch'ella si dilettava quando ella era vana.

      http://www.lessicografia.it/somma

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    3. Ah vabbè, ma mica dicevo che fanno sanguinare gli occhi *a me*.
      Come giustamente fai notare, chi è abituato a leggere regolamenti è abituato a ben altro.
      Un arcaismo ogni tanto, anzi, fa pure simpatia.

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    4. Ma che sei grillino?

      Ora, fingiamo che non stia scrivendo tu, altrimenti potrebbe sembrare che ce l'ho con te e non è così.

      Purtroppo ultimamente mi capita di frequentare persone che fanno un pochino attenzione a quello che scrivono, se non anche a quello che dicono, il che mi sta facendo abituare ad un minimo di precisione e di correttezza.

      Ad esempio il fatto di parlare per bocca d'altri, è una cosa che non in questa fase di maturità mal si vede, come mal si vede che le parole professe per bocca d'altri siano sbagliate, o false.
      Che so, come dire che l'Accademia della Crusca ritenga errato una lemma che invece per l'Accademia della Crusca è corretto.

      E' visto di cattivo occhio anche l'attribuire a una propria impressione il valore di un dato di fatto. Come dire che siccome uno pensa che "in somma" si scriva tutto attaccato, dichiara che è così per regola dell'Accademia della Crusca. E non è vero.

      Male suona anche utilizzare queste formule per buttare lì un'accusa a caso. E' tipo una diffamazione in forma leggera, che però rivela una forma mentis "criminale" piuttosto difficile da giustificare.

      E poi è proprio detestato il non ammettere mai d'aver detto, fatto o scritto una cazzata. Come rispondere alla "tana" con frasi tipo "vabbe' ma mica dicevo..." "facciamo che comunque avevo ragione ma tu un po' meno torto".

      Insomma, diffamazione volontaria su base di dati notoriamente falsi, citazioni errate, e perseveranza nel "reato".

      'na bella merda no?

      Ecco, dalle mie nuove compagnie cerco di essere anch'io sempre il meno possibile così. Con leggerezza, scherzando, esagerando qua e là, però sempre un po' meno "'na merda". Perché poi questi comportamenti si ritrovano in ogni ambito civile e sociale, e sono uno dei motivi per il quale siamo una società che va a rotoli.

      Quindi, nulla a che vedere con questo caso in particolare, che Lupigi è simpatico ed è uno di noi, però ho approfittato dello spunto per una riflessione sui comportamenti che troppo spesso assumiamo con (almeno spero) dannosa superficialità.

      E poi Prot!

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    5. Saranno le imminenti elezioni, ma inizio proprio ad essere più odioso del solito.

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