domenica 4 novembre 2012

Samurai Sword - Bang!

L'imbronciata Barbara interpreta il Puzzilo-pensiero...
[Prime impressioni]

[Il Puzzillo]

Samurai Sword, al secolo "il gioco una volta conosciuto come Bang!", è la novità con cui la DaVinci è entrata prepotentemente nel nuovo mercato ludico, generando un potente coro di "'mbe?".

Il gioco, ormai religione per molti eterni novellini, è stato realmente colpito da un processo di secolarizzazione. E' per questo che si è riusciti a dare l'addio a ruoli come lo Sceriffo, i Vece Sceriffo, i Fuorilegge e il Rinnegato, ruoli finalmente liberati da canoni così strettamente predefiniti e stereotipati. Troviamo quindi: lo Shogun, i Samurai, i Ninja e il Ronin.


Addio anche a Bang! e Mancato!, limiti che hanno sempre impedito al gioco di raggiungere quella terza dimensione che gli esperti tanto riconoscono nei prodotti di prima categoria, certo non si è potuto rinunciare alle Parata! e agli attacchi di armi che fanno un certo numero di danni a una certa "difficoltà", parola che solo per assonanza ha sostituito la vetusta "distanza", ma è stato ben possibile lasciare da parte gli oggetti per dare il via libera alle abilità, che invece di offrire eccezioni ai limiti, offrono eccezioni ai limiti.

La vera differenza sta nell'inserimento dei punti onore, delle "vite" che passano da vittima a carnefice determinando al fine la vittoria della fazione Sceriffo-Vice, Fuorillegge o Rinnegato Shogun-Samurai, Ninja o Ronin, fazione che, evidente sbilanciate nelle varie condizioni, ricevono un limitato bonus a questo punteggio, tipo raddoppiandolo. 
Persa così l'eliminazione dal gioco dei partecipanti, si smarrisce l'unica speranza di evitare l'agonia di un'intera partita, agonia oggi determinata solo dalla cattiveria dei giocatori che, maliziosamente, accorgendosi che avendo terminato le ferite, o le carte in mano, non è più possibile essere attaccati (sarebbe disonorevole), danno il via ad una grossolana danza del Can't Touch Me in grado di suscitare quell'ilarità tipica dell'essere umano in condizioni critiche.
In questo scenario tentare di determinare l'appartenenza alle fazioni segreta è immediato come carpire l'odore della via lattea, di fatto segando via una parte del gioco originale che avevamo imparato ad ignorare.

Venendo dall'esperienza di Bang! il passaggio è quasi indolore, basta ricominciare da capo ad ignorare ogni sua singola parte con nuovi occhi.

Pronta invece la versione per adulti: Gang Bang!


2 commenti:

  1. Manca il pezzo in cui si dice che l'autore del pezzo ha vinto la partita di prova....

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