mercoledì 1 agosto 2012

Puerto Rico vs Dominion

di Mr. Black Pawn

Modella: Natasha Ziviani
Fotografa: Ilaria Gabrielli
Pochi sanno che sulle spiagge dell'isola di Puerto Rico vive una guerriera dai capelli rossi, bellissima e spietata, che abbatte quelli che basano le giocate sulla raffineria di zucchero con un colpo di scure.
Se questo non bastasse a farvi metabolizzare l'immagine di fianco, non preoccupatevi, siete White Bishop.


Ma veniamo alla nostra storia. Immaginate una scritta che scorre su uno sfondo siderale, diventando sempre più piccola fino a sparire, un po' tipo la credibilità di Uplay.
Tanto, tanto tempo fa, esistevano da qualche parte nel mondo i giochi belli.
No, non vi dirò quali sono, perché dividevano comunque il pianeta coi giochi brutti, che ci sono sempre stati.
Ma un terribile giorno, un Dottore Oscuro decise di creare i giochi dimmerda: freddi, piatti, poveri. Eppure, per le povere menti che avrebbero voluto giocare ma non riuscivano, quei giochi erano l'ideale. Il virale proliferare dei giochi dimmerda atrofizzò il cervello dei giocatori più pigri, che iniziarono a chiedere a gran voce un cambio di rotta, cosa che portò gli editori, che sono notoriamente dei mutandari, a:
- ribilanciamenti fatti male
"Sig. Faidutti, Warrior Knights non è ancora abbastanza noioso, ci può pensare lei?"
- revisioni da mediocre a orribile
"Rifacciamo Civilization! Diamo il lavoro al tizio di Descent e Arkham Horror, funzionerà!"
- vincenti cambi di catalogo
"Basta con questi giochi lunghi, sarà un titolo breve come Monsters Ravage America a salvarci dal fallimento!" (Avalon Hill, titolo di chiusura della ditta)


I tempi erano maturi, il Dottore Oscuro con la sua armata di cloni, capitanata da Darth Auction e Darth Placement, prese il controllo dei siti di giochi; molteplici emuli invasero il mercato con prodotti ripetitivi e banali che però servivano bene allo scopo di annoiare dopo poche partite, invogliando all'acquisto di nuovi giochi una massa di giocatori sempre più abbrutita.
"Penso che a Essen comprerò Schafs-hirngeschädigten, è il gioco-hype del momento, ha una pecorella di legno dentro, e le regole sono solo mezza pagina, e poi è di Hans Kopiergerät, quello di Lobotomisiert Schafe, che è un capolavoro nel genere delle pecore".


La progenie del Dottore Oscuro può essere divisa in diversi sotto-generi, fra cui spiccano Gestione Paranoide (Caylus, Brass, Trajan), Casual Passivo-Futile (Carcassonne, Ticket to Ride) e Gestionale Gastroenterico (Pilastri della Terra, Il Castello). Fra i vari tipi di gioco ci sono anche quelli che io chiamo Giochi Anal-Capitalisti, quelli che ricordano in maniera inquietante la demagogica e deprimente frase "compri la macchina per andare a lavorare, ma poi lavori per pagare la macchina".
Fra i giochi di questo genere, ne scelgo due fra i più famosi.

Puerto Rico è il tipico gioco che tutti spacciano per profondo quando in realtà si tratta solo di fare un'azione non idiota, posto che si sia in grado anticipare una-due mosse degli avversari, scelte fra un pool di mosse esclusive e in comune, di cui solo un paio hanno senso in quel momento.
I fan di Puerto Rico gli imputano come unico difetto il fatto che l'ordine di seduta al tavolo, con giocatori inesperti, nelle notti di plenilunio, può portare, ma innanzitutto, non saprei.


Dominion invece sta ai giocatori di Magic come l'alcover sta agli alcolizzati, si basa sul ricreare artificialmente la vita di un malato di collezionabili dalla prima bustina alla morte per inedia, dando gran soddisfazione al giocatore che per primo capisce cosa comprare, ma rendendo di fatto inutile l'intera partita se non per inserire l'eventualità che tutto vada a puttane per una serie di pescate sfortunate. Questo se usate il setup casuale o condiviso. Altrimenti vince chi fa il setup.


In entrambi i casi, quello che colpisce immediatamente il giocatore è l'assoluta inconsistenza del tema e la scarna grafica, un po' come se l'editore si sentisse in colpa ad aver appiccicato l'ambientazione in modo tanto gratuito. Puerto Rico offre prodigi di arrampicata sugli specchi: la capanna consente di ottenere il superpotere di trasformare i campi in pietraie, l'ospizio di trovare un vecchio  schiav colono dentro i campi coltivati, e il mercato di vendere la stessa roba, ma a di più (e questa si chiama truffa, altro che mercato).
Dominion non ci prova neanche. Un villaggio costa meno di una fucina, che a sua volta costa meno che pagare un avventuriero che vada a trovare il tuo oro fra le tue cose, che, diciamocelo, potresti anche mettere in ordine ogni tanto.


Come insegnato dal Dottore Oscuro, il tema è solo un pretesto per far sembrare due giochi diversi. Se non ci credete, comprate in bundle Ra, High Society, Dream Factory, Medici e Modern Art.
Personalmente trovo il suicidio un'alternativa più dignitosa, ma de gustibus non est distupidandum.


Però, attenzione. L'inghippo non è certo nel tema: dire che un german ha un tema del cazzo è ovviamente scontato e banale, come un gioco dei coniugi Brand.
No, cari i miei bastardelli, e adesso lo so che vi indigno, perché anche voi siete una massa di pecore che pretendete di discutere di strategia sulla Tana dei Troll e su TavoloGiocoFissato, il problema è che sia Puerto Rico che Dominion che quasi tutti i figli del Dottore Oscuro sono giochini del cazzo, privi di qualsivoglia spessore, utili solo per passare un'oretta spensierata ma non certo una prova di capacità strategica o analitica.


Uno dei grossi problemi di questi giochi è che si può prevedere in avanti solo di poche mosse, e non è detto (tranne con alcuni set in partite a due di Dominion) che un errore di un avversario sia un vantaggio per te, riducendo di molto l'impatto dell'abilità del singolo rispetto alla casualità derivante dall'elemento umano; paradossalmente una mossa casuale può portare a un vantaggio per un terzo giocatore o semplicemente uno svantaggio "iniquo", fattori che di fatto rendono elementi casuali come il dado o una pesca di carte, basati sulla statistica, decisamente più prevedibili del coglione di turno. Un po' come quando, in PowerGrid, l'ultimo a fare l'asta "pesca" una centrale particolarmente forte e la mette al culo a tutti senza il minimo merito (a meno che non sia un paragnosta).
Non voletemene: non tutti german sono pure crap e il fatto di essere un giochino non implica necessariamente "fatto male", però ecco, tutti 'sti neo-hard-gamers dell'ultim'ora che parlano di aperture, profondità e strategia in relazione a Puerto Rico o Dominion vorrei vederli una volta a un tavolo di texas hold'em.


Vabbé, mi sono fatto prendere la mano, e nello strattonare i due giochi m'è scappata una pizza sui giocatori. Torniamo a noi. 
Il gioco di Seyfarth è particolarmente osannato, tanto che la gente parla di "aperture" e "finali", senza rendersi conto che di aperture sensate ce ne sono circa una e che non esistono finali se non quelli dettati dal tipo di gioco che si sta seguendo. Inoltre, come già detto e ridetto, basta un imbecille al tavolo per far sì che la sua sconfitta inevitabile trascini all'inferno qualcun altro, spesso a caso.
Il gioco di Vaccarino, invece, ha il merito di aver ammorbato di cloni il mercato degli anni successivi, meritandosi una bella pacca sulla spalla dal Dottore Oscuro: ha svelato la sua faccia di macchinetta mangiasoldi generando per partenogenesi una mole di espansioni bilanciate da un branco di scimmie, evolvendo il sistema geniale per cui "bruci giochi in fretta e ne compri altri" nella sua versione avanzata "bruci giochi in fretta e ricompri lo stesso ma peggio".


Al primo che dice che questo sistema arricchisce il mercato gli infilo in bocca una bottiglia di merda.
Questo sistema, il mercato, lo devasta e lo impoverisce, riducendo tutto a un piattume inutile in cui tutti pubblicano tutto e in cui un eventuale gioco bello è sepolto sotto gli innovativi costrutti di vomito di Feld, l'ennesima esplosione di aria fritta della Fantasy Fries e le macerie di centinaia di Casual Passivo-Futili in cui è il gioco che gioca te, e non viceversa.
Il problema non è l'esistenza di giochi generalisti, il problema si crea quando il gioco generalista viene spacciato per strategico, e i giochi "per hard gamers" sono german inutilmente cervellotici, sono dei Puerto Rico allungati col brodo, Dominion iper-espansi in cui la strategia è sostituita dalla memoria, e i giochi "seri" non hanno più ragion d'essere, e spariscono.


Questa tendenza è la stessa che fa sì che la musica impegnata siano ritornellini di Caparezza su MTV, che s'intenda per cinema d'autore un qualsiasi film pieno di omosessuali stereotipati, che tutti siano fotografi su Instagram e giornalisti su wordpress, e che ogni giocatore con abbastanza faccia di bronzo possa farsi chiamare ludologo.


E quindi basta. Puerto Rico e Dominion, rien ne va plus, les jeux sont faits, vince il banco.


Di nuovo.

Di nuovo pure grazie a Natasha, che per le ire del Black Pawn è dovuta volare fino a Puerto Rico in attesa che qualche gamer offeso si facesse vivo, vivo per modo di dire.

39 commenti:

  1. Ah, ancora la palla degli skill games, che due coglioni.
    A questo punto il quadro è piuttosto chiaro: sei un hardgamer frustrato. Torna a giocare a World in Flames e Antiquity, ma attendo che quando hai finito probabilmente il blog ha chiuso.

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    1. Se accade troverò rifugio fra le gambe di tua sorella, che invece sono sempre aperte.

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    2. Bella sta tirata di cazzate. Era ora che qualcuno parlasse di PuertoRico finalmente una recensione su un prodotto nuovo! A parte la solita tirata da sfigato radical chic che per forza deve schifare ciò che piace alla massa. A parte la presunzione travestita da humor di avere capito tutto e gli altri un cazzo. A parte il tirare il sasso e nascondere la mano. A parte il fatto che è chiaro che sei Galandil sulla Tana dei Goblin e ti abbiamo scoperto. Ma a noi che cazzo ci frega dei tuoi gusti? Boh...

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    3. "Sì. L'hai beccato. Dillo a tutti, spamma sui siti, tagga gli amici su Facebook. Sputtanalo, quel bastardo." (dalle FAQ)

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    4. Beh è evidente, solo quel coglione ha la boria e la capacità di scrivere cagate colossali spacciandole per oro colato.

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    5. E solo un anonimo ha la boria e la capacità di spalare merda sugli altri... -__-

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    6. ehm...perchè ilpuzzillo, blackpawn e gli altri sono a viso scoperto? Maddai! E che fanno?

      Bingo!

      Spalano merda sugli altri.

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    7. Ciao Anonimo,
      Stai leggendo un blog di recensioni ironiche che esalta i difetti e trascura i pregi, al contrario di quanto normalmente avviene nelle recensioni.
      Si presume che l'interesse per un gioco nasca dai pregi di cui gli si fa credito. Quindi, partendo da quel che di buono ci si aspetta, noi si scrive quello che manca (o eccede) nella realizzazione finale del gioco.

      Tra il "chi siamo" e le "f. u. c. k. " dovresti trovare tutte le risposte ai quesiti che poni.

      Se può poi allietarti sappi che la maggioranza di autori ed editori mi conoscono personalmente, e al di là del gioco di prendersi in giro, ho sempre trovato ottimi rapporti personali.

      Capiamo, come è già accaduto, che taluni giocatori, nella difficile impersonalità del mezzo telematico, si accorino riguardo qualche recensione sgradita. Questa può essere una buona occasione per imparare a dare alle cose il giusto peso o, nel caso, la giusta leggerezza.

      Buon divertimento.

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    8. Il problema, caro Puzzillo, è che talvolta mischiate sparate "serie" a sparate "ironiche". Alle volte dite le cose in maniera enfatica e comica (ci sta eh?), altre volte vi lanciate in disamine tecniche da ludologo anni 80 (nel senso anagrafico del termine). Questo genera confusione e/o alle volte date l'impressione di prendere sul serio solo le vostre opinioni. Mi piace l'ironia, lo humor e la comicità. Adoro Luttazzi, Bergonzoni e Guzzanti, ma se salissero su un piedistallo ergendosi giudici finali ed imperituri di tutto mi lascerebbero un retrogusto abbastanza pesante. Grazie comunque per la spiegazione seria.

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    9. Il paragone con dei grandi comici è immeritato.

      Ma se questa è la visione che applichi, il mischiare l'ironia a dati reali non è un problema, bensì l'attività.

      Riguardo il "prendere sul serio solo le nostre opinioni", devo sottolineare che mentre probabilmente non è mai così seriamente quanto possa apparire (che in fondo parliamo di opinioni e di giochi), il fatto che si tratti per lo più (o solo) delle nostre opinioni, dipende in gran parte da che questo è il nostro blog, così che tendenzialmente ci scriviamo le nostre idee.

      Ci sono delle cose che dobbiamo dare per scontato, non è possibile scrivere sul proprio blog specificando ad ogni paragrafo che si stanno esprimendo concetti propri derivati dall'elaborazione di dati oggettivi e sensazioni personali in maniera propriamente peculiare.

      Le incomprensioni più spesso possono sorge nelle definizioni, capita che un difetto oggettivo di un gioco (e come ben dici nessun gioco ne è esente) passi per "opinione personale".
      L'assumere che taluni dati siano oggettivi è necessario per la determinazione degli argomenti, non certo per arroganza cognitiva. Così ci si riferisce a elementi del game design individuati e riconosciuti da personaggi ben più esperti e seri di noi, proprio per poterci comprendere attraverso riferimenti comuni.
      A tal proposito nelle pagine delle meccaniche e dei difetti abbiamo cercato di indicare quelli che sono gli elementi, la chiave di lettura, per comprendere lo spirito ma anche i concetti degli articoli che scriviamo.

      In somma, lo sforzo per far capire il senso, il punto di vista e il concetto, lo abbiamo fatto.

      E' possibile che un giudizio con il quale non si concordi risulti sbagliato, pesante, ingiusto, severo, finale e quant'altro, ma esattamente questo sono i giudizi: una determinazione.
      Nel nostro caso una determinazione ironica, sarcastica e severa.

      Non possiamo aspettarci sempre commenti del medesimo tenore, ma che almeno chi abbia speso più di qualche minuto leggendoci commenti tenendo in considerazione quanto evidente ed evidenziato, dobbiamo poterlo pensare, anche solo per credito e rispetto verso il lettore.

      Oltre questo rimangono commenti arroganti, richieste di attenzione, commenti privi di spirito, disturbatori, magari semplici ignoranze tecniche, talvolta addirittura difficoltà sociali, ma siamo in pubblico, sulla rete e in un ambito, quello ludico, ancora decisamente poco maturo, quindi ci sta che sia così come ci sta e in maggior parte, il riscontro piacevole di molti lettori.

      Per quanto possa inizialmente sfuggire ad uno sguardo superficiale poi, non amiamo la volgarità, quella vera, non le parolacce. Non amiamo gli attacchi alla persona, qualsiasi, che nulla hanno a che fare con i giochi, con le idee e con le opinioni.
      Questa è la differenza tra il dire due parolacce riguardo Olympus e l'amicizia che c'è con il buon Chiarvesio.

      Per intenderci, "non hai capito, fa proprio cagare" è un discorso accettabile, "sei scemo" non lo è. E' così per gli articoli, è così per i commenti.

      Alla fine non è né difficile né così male, volendo partecipare.

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    10. Non amiamo le parolacce? Che è tutto quest'abuso del plurale?
      Io non mi faccio tutte 'ste pippe. Semplicemente, io spalo merda sull'opera o sull'atto, non sulla persona. Per fortuna la gente che mi sta sul cazzo spesso fa cose di cui non andrebbe fiero nemmeno Pietro Koch, il che facilita il lavoro.

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    11. Be', il commento del primo agosto ("tra le gambe di tua sorella, che sono sempre aperte") ha davvero l'aria di un attacco personale. Ironico, certo. Ma fa poi davvero ridere?

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    12. Ciao Xante.
      Mi sfugge il punto del tuo interesse per una discussione completamente avulsa dal tema del blog. Di oltre 200 post e oltre 2000 commenti, ti sei venuto a capare e interessare proprio di questo. Consentimi qualche riserva.
      Comunque, nella speranza di evitare ulteriori derive di mala educazione e morbosa passione per il litigio anonimo, ti risponderò.

      No, a me non fa ridere, se non in determinati contesti di dichiarata volgarità.
      Non mi fa ridere però soprattutto il "frustrato" che un utente ha rifilato all'autore della recensione. Così, con l'aggravante del futile motivo. Motivo che generalmente risiede proprio nella frustrazione del commentatore, quella tristemente nota, famigerata direi, tipica del "giocatore da tavolo che frequenta siti specialistici".

      Forse un giorno parleremo del disagio che muove certa gente a intraprendere hobby "alternativi", dal gioco da tavolo alla frequentazione di ambienti virtuali, fino alla terribile combinazione delle due cose.
      Per ora basti il campione di esemplari che hanno dimostrato di non saper distinguere nemmeno la critica ad un gioco da un'offesa personale, rispondendo "sei un frustrato" ad un "questo gioco ha dei difetti". Ritenendosi tanto nel giusto da potersi sentire di nuovo offesi anche dall'eventuale sgarbata risposta.

      Esperti del settore potrebbero anche aggiungere che in una discussione tra anonimi il valore delle offese viene diluito dalla mancanza di un reale bersaglio. Ma queste sono questioni, appunto per esperti.

      Fino ad oggi ho voluto dar fiducia al pubblico ludico, nella possibilità di dimostrare una consapevolezza del tema ed una maturità cultural-sociale che purtroppo si sono dissolte nei vari "faccia di mer*a" con cui lo stesso pubblico troppe volte si è presentato e, perché non lo si mal giudicasse, ha insistito.

      Di gente così, ne facciamo volentieri a meno, in ogni contesto. Alla faccia degli "accessi facili" che si millanta andremmo cercando.

      Sperando di poterti ritrovare più interessato al gioco che a queste sciocchezze da comari, magari con uno spirito idoneo all'ambiente, ti saluto.

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  2. Cari plebei,
    siete giunti a una conoscenza tale da permettere che io possa diffondere il Verbo fra di voi,
    un po' come in Star Trek quando con il primo motore a curvatura segue anche il primo contatto con civiltà più sviluppate.
    La Verità è che tutti i giochi da tavolo sono ridicolmente vuoti, noiosi, ripetitivi, già visti, dimmerda, tutti.
    Sono piccole scatolette fatte di poche mosse che smuovono solo leggermente il corso degli eventi e forniscono solo diverse strategie: quella da perpetuare è sempre e solo una ed è quella che vi permette di fare più punti degli altri. Tutte strategie ben definite che, volendo, si possono trasformare in equazioni e algoritmi per darli in pasto a un qualsiasi computer e determinare sempre l'azione da fare, risolvendo il turno di gioco in... niente?
    Una volta giunti a tale Canoscenza,
    appare chiaro che il divertimento che si debba trarre da un gioco da tavolo sia di diverso tipo: amicizia, odio, vendetta, cooperazione, svago, perdita di tempo, affinità delle proprie capacità logiche, fare nuove amicizie, etc.
    I VERI giochi sono quelli per PC: Skyrim, ad esempio (dove non ci sono né schemi né strategie preconfezionate, ci sei solo te e un mondo intero su cui vivere).
    Niubbi.
    Ciao.

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    1. Ma sì, l'importante è volersi bene. Una pizza, due birre, due chiacchiere, e poi, a rovinare la serata, una partita ad Artus.
      Però è bello come il nick il Ludologo sia ormai usato da tutti per dire qualsiasi cosa, ma principalmente banalità.

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  3. Alla fine più che una sfida è un rant contro i casual gamers, da un lato lo capisco però è la legge decretata dal mercato.
    Così come le fiction ammazzano i film, e così come il teatro scazzoide ha ucciso l'opera, i giochi dimmerda stanno fagocitando quelli profondi.
    It's evolution, baby, cantavano i pearl jam.

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  4. Save the last game2 agosto 2012 10:08

    Complimenti alla Ziviani!
    Complimenti davvero.

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  5. Concordo pienamente.
    Effettivamente i bei vecchi tempi dei bei vecchi giuochi sono andati da tempo, adddesso quasi solo sta robetta qua.
    Dominon comunque si merita anche peggio di come l'hai trattato.

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  6. Ma che bello stacco di cosce c'ha la Ziviani...

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  7. Pur generalmente concordando con l'approccio del puzzillo mi chiedo tuttavia quali sono i Bei Vecchi Giochi dei Bei Vecchi Tempi.
    Realmente, chi ha modo oggi di sedersi a un tavolo 8 ore per un Adv.Civ., i 5 per un RailRoad Tycoon, i 4-5 con scannamento finale di Republic of Rome, etc etc?

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    1. Co' sti tempi frenetici, chi c'ha il tempo per una cena fatta per bene? T'ingozzi con un panino alla merda, e tutti contenti.
      "Non è che me so' rincojonito, è che non c'ho tempo, è per quello che gioco a takenoko"

      Se una cosa ti piace, e piace a un paio di amici, il tempo lo trovi, come lo trovi per vedere un Signore degli Anelli o andare a mignotte. Il resto sono tutte scuse.

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    2. D'altronde se si trova il tempo per smartellarsi i coglioni a giocare ad Arkham Horror,il tempo lo si trova anche per altri giochi più vari. Comunque meglio il Seven Card Stud

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    3. occapito che alcuni giochi so panini alla merda, ma facci anche qualche esempio di giochi con profondità strategica, pedonenero!

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    4. Fammi capire, Anonimo, se non ti dico io quali sono i giochi che permettono lo sviluppo di una strategia, tu non sei in grado di capirlo da solo?
      E allora non stai messo bene.

      Per contratto io non parlo bene di nulla, dovrai mettere via il ciarpame che hai comprato all'ultima Essen e andare a trovarti qualche gioco serio chiedendo in qualche ludoteca dove si gioca ancora a qualcosa che duri più una partita di calcio.

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    5. Non mi convinci Mr.Black. Lasciando stare i maniaci di Arkham Horror (c'è gente che colleziona farfalle morte quindi.. ), non c'è solo il panino alla merda o l'esperienza culinaria da Cracco. C'è in mezzo un sacco di spazio tra cui una buona pizza o la spaghettata.

      Oggi il gioco da tavolo è spesso un momento di aggregazione non troppo complicato in una o due sere in mezzo alla settimana, uno slot di un paio d'orette, in famiglia (almeno in Germania) o a casa di qualcuno tra chiacchiere e garbage-food. Questo almeno è il target per cui si riesce ad avere un mercato ampio. Insomma, 'na quattro formaggi con salame piccante, gustosa al limite dell'esoterico.

      Le 4 ore per una cena decente da Cracco, o per un Imperial o un PowerGrid (tempi stimati se tutti pensano e non giocano ad minkiam, citando due giochi che non sono certo i campioni del mondo di strategia ma che almeno ce ne hanno), le puoi fare una volta ogni tanto, ma poi...

      E capisco lo scopo del sito-puzzillo, e come detto sopra lo approvo in larga parte, e tuttavia alla fin fine, io vedo che Porto Rico, NotreDame, Agricola e Ra in quella serata infrasettimanale riesci a giocarlo e divertirti.

      Invece il mio Cosmic Encounter + More, Myfair edition, pagato un patrimonio ma non fa nulla, non trovi nessuno che si metta li a giocarlo con l'impegno che meriterebbe...

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  8. Non devo mica convincere nessuno. E poi quel che hai detto non c'entra niente con quello che dico io.
    L'importante non è a cosa giochi, basta che non mi spacci "Puerto Rico, Notre Dame, Agricola e Ra" per giochi colle palle, perché no, c'hanno il cazzetto moscio. Non dico che siano brainless, ma nemmeno giochi impegnati.
    E il mercato s'inculi, la gente è limitata e lo sta devastando (anche alimentando i fiumi di merda che escono ogni anno) e si sa, io però mi riservo il diritto di sputare sulla folla i miei catarri caricati a John Player Special.

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    1. E' abbastanza chiaro che il Puzzillo Nero non sia altro che un disadattato della società a cui i "giochi di società" sono per definizione stessa a lui non graditi.

      Ciò che a lui piace è il poter criticare tali strumenti di aggregazione elevando a vette più alte giochi neppure esistenti (il famoso "giocone", che poi magari per lui trattasi di un "Paths of Glory", ovvero poco più di un ridicolo "risiko") di cui non farà mai menzione in quanto è poco più di una personale illusione (anche perché nel momento stesso in cui ne dichiarerebbe il nome dovrebbe affrontarne anche le critiche, e ciò non riuscirebbe ad accettarlo in quanto il suo piccolo mondo sta ruotando su questo assioma da lui creato).

      E' un po' il bambino disadattato delle elementari che non riesce ad aggregarsi nel gruppo dei suoi coetanei in quanto gli piace sentirsi diverso e, invece che fare il gioco della bottiglia, il gioco del dottore, giocare con le figurine, si isola nel suo mondo.

      Una volta cresciuto, le acquisite capacità tecniche gli permettono di creare un blog ed elevarsi a "signore della critica" facendogli accrescere il suo ego (o almeno, tentando di farlo), da anni martoriato.

      Nel suo nuovo mondo non si sente quindi più isolato, ma gli sembra di avere un ruolo di primo piano (per forza, se l'è creato!), addirittura quasi di comando (come se solo lui sapesse la "Verità" -ovvero che tutti i giochi tranne i suoi 3 preferiti fanno cacare- e ce la volesse per forza imporre).

      Lo stesso usare un pseudonimo non è altro che un modo per creare uno scudo alla sua vera personalità (Il Puzzillo Nero è sempre il curatore del sito, ovviamente, i cui estremi sono facilmente recuperabili) per evitare critiche che gli sarebbero altrimenti difficili da sopportare e allo stesso tempo poter dare libero sfogo ai suoi pensieri da troppi anni repressi.

      Il giorno che capirà che i giochi di società servono a divertirsi aggregandosi... quindi quelli da 580 minuti sono poco più di strumenti per disadattati per creare un altro mondo in cui vivere (e quindi in questo caso la durata non è più un fattore negativo, ma anzi preponderante nella scelta, in quanto allunga il ritorno alla realtà -vedi infatti i giocatori di gdr che sono la punta dell'iceberg dei disadattati della società-)... probabilmente chiuderà il sito e cadrà in depressione.

      Il Psicologo
      Poor Gamer's Consultant

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    2. Ma bravo il mio psicologo, complimenti, hai azzeccato tutto: dal fatto che sono un disadattato ai motivi dello pseudonimo, alla mia infanzia infelice... il fatto che sono il gestore del sito, mio nonno che si getta sotto la metro con in mano una scatola di agricola, la decisione di essere l'artefice della creazione di un nuovo mondo su blog e il terribile dramma di non saper reggere le critiche ai giochi che mi piacciono.

      Grazie per avermi aperto gli occhi, adesso ho capito: si gioca per stare insieme!
      Tutto il mio pontificare era vacuo e inutile, la verità è che i giochi sono tutti belli, che l'importante è stare insieme, e che la forza dell'amicizia è in grado di farti digerire anche scatole ricolme di merda fatte da dilettanti con un po' di soldi che avanzano e da autori frustrati con idee riciclate, purché alla fine trionfi l'amore e l'amicizia virile del maschio col maschio.

      Diavolo, Psicologo, grazie, perché con il tuo acume mi hai fatto capire un sacco di cose, peccato che probabilmente chiuderò il sito e cadrò in depressione, ma sticazzi, vuoi mettere la soddisfazione d'aver appreso la verità? Grazie, grazie, grazie, tu fossi un filo meno imbecille non ci sarei mai arrivato e invece perfetto, tarato in basso al punto giusto. Stima, fraté.

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  9. Io sapevo che ogni bel gioco dura poco...
    Condivido in larga parte i giudizi critici del sito, ma con Puerto rico l'hai fatta un po' fuori dal vaso...

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    1. Che cosa ho detto mai di Puerto Rico che non ti torna?
      Se cerchi un'ora e mezzo disimpegnata va benissimo. Se cerchi un gioco profondo e strategico probabilmente non hai capito cos'è la strategia.

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    2. "molteplici emuli invasero il mercato con prodotti ripetitivi e banali che però servivano bene allo scopo di annoiare dopo poche partite, invogliando all'acquisto di nuovi giochi una massa di giocatori sempre più abbrutita."

      Questo è vero per molti emuli, ma non per Puerto Rico, che dopo 10 anni mi diverto personalmente a giocare e rigiocare a ogni occasione. Comunque quoto quanto scritto da Llark qua sotto. Se uno ha 90 minuti di tempo, cosa c'è di meglio di Puerto Rico, Caylus e Agricola?

      Un conto è sparare a zero (giustamente) su giochi di livello medio-basso, che effettivamente stufano dopo 6-7 partite e che su molti altri siti vengono "spinti", "incensati" e compagnia bella...altro conto è affermare che qualsiasi gioco sotto le 5 ore non sia degno di essere giocato perchè non è sufficientemente "strategico"...esticazzi, allora ti rispondo di non stare a perdere tempo a giocare ma di diventare capo dell'FBI e iniziare a "giocare" con i soldatini veri...

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  10. Secondo me, più che altro, un gioco dovrebbe essere valutato in base alle sue caratteristiche.
    Nel senso: se cerco un gioco dalla strategia complessa, è necessario salire con il tempo di gioco. Per definizione, la strategia necessita di un "lungo raggio" su cui agire.
    Ma se prendo un gioco da un'ora, o anche meno, poi non posso lamentarmi di non trovare strategia. E' come vedere un corto di 5 minuti e lamentarsi che la trama non è tanto sviluppata. Non fa parte delle sue caratteristiche, insomma.
    Infatti in primis odio quei giochi che durano tanto e sono poco profondi (tipo Munchkin, per dirne uno), mentre mi piacciono sia gioconi più pesanti ma profondi che giochi più leggeri ma veloci. Sono cose differenti, ma non in contrapposizione.

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  11. Manco avesse detto che Puerto Rico fa cacare... ma imparare a capire quel che si legge? No? Vi assicuro che funziona. Puerto Rico è senza dubbio un gioco ben fatto ma che la si pianti di porlo in competizione o anche solo di paragonarlo a giochi di altro calibro. E' un gioco valido che di sicuro spicca nella fascia cui appartiene, giochi di difficoltà medio/bassa con cui passando un paio d'ore scarse a muovere cubetti. Lasciate però da parte il gusto personale, io personalmente gli preferisco decine di altri giochi (tra cui anche il vostro tanto odiato Dominion) e, per quanto trovi puerto rico noioso, di sicuro non verrò a dirvi che è un cazzate in merito.

    Smaronato I

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  12. La differenza fra un gran bel gioco da tavolo e un gran bel film, un gran bel disco, una gran bella cena, è che per il primo hai bisogno di popolo, per gli altri puoi goderti il tutto da solo. Ed è per questo che vince Dixit o Munchkin a qualsiasi altro gioco. Io personalmente sono molto combattuto: mi piacerebbe entrare in qualche altro universo ludico più complesso e strategico, ma come? La mia ragazza mi taccia per nerd, i miei amici mi tacciamo per nerd. Io volevo comprare Twilight Imperium, ma non l'ho comprato, con chi ci giocavo? ho comprato dragonheart, e a dragonheart la mia ragazza ci gioca. Avevo comprato Puerto rico, sono riuscito a provarlo una volta dopo due mesi. Come faccio? Devo andare in qualche associazione ludica pieni di tanti e veri, veri nerd? Un bel disco di Captain Beefheart me lo posso ascoltare in santa pace, nessuno mi dice niente. Certo, mi piacerebbe trovare qualcuno con cui parlarne etc. ma non importa, posso usufruire del prodotto. Del gioco no. Io credo che qualunque evoluzione (o involuzione) ci sia stata nel mondo del gioco sia legata al fatto che questi tipi di prodotti sono troppo, troppo di nicchia. Le ragazze, amici miei, le ragazze, perchè a questi giochi le ragazze non ci vogliono giocare? E secondo me i nuovi Game Designer ci hanno pensato, e infatti le ragazze giocano a Carcassonne e a Ticket to Ride molto volentieri. "il Jazz non piace alle donne" (cit. Paolo Conte) e anche i giochi troppo strategici o troppo lunghi e immersivi. La nuova generazione di giochi è il Rock'n'roll del gioco da tavolo.

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    1. Questo è un punto di vista interessante. La fregna come motore dell'attività ludica.
      Comunque è lo stesso che dire che smetti di vedere film belli e vai a vedere "Com'è bello far l'amore" perché te lo chiede la biondina che te la dà. il tuo comportamento effettivamente incentiva la produzione di film dimmerda e toglie soldi a quelli belli e questo perché probabilmente sei nato senza palle. Problema tuo.

      Puoi fare come me, ti cerchi uno o più gruppi in zona, giochi con loro, anche raramente, a giochi seri, e per il resto ti accontenti. Per la donna invece non ti crucciare, da che mondo e mondo con le donne ci si fanno altri giochi, se vuoi te ne suggerisco alcuni. Comunque non sono da tavolo.

      In generale aiuta anche avere almeno alcuni compari che non siano interni al branco di oranghi che frequenti di solito.

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    2. Suvvia non è questo il punto, quei giochi lì li puoi fare anche sul tavolo ma poi i puzzilli rimangono appiccicati sulla schiena, o sulle tette della consorte. Non è questo il punto.
      In ogni forma di intrattenimento ci sono diversi livelli di complessità e arzigogolamento. Fra "Com'è bello far l'amore" e Ejsenstein c'è Lynch, Woody Allen e Scorsese. Fra i Tokyo Hotel e Steve Reich ci sono i King Crimson, che belli i King Crimson, forse è il mio gruppo preferito. Ti piacciono i King Crimson? Però ho tanti amici che ascoltano i King Crimson e si guardano Scorsese. i King Crimson e Scorsese fanno parte di quella serie di produzioni che impoveriscono il mercato con trovate pseudo intellettuali? Oddio, non so, spero di non essere così orango, caz.
      Il mondo del gioco da tavolo è diverso, non mi è chiaro il motivo. Non ha fatto breccia come prodotto di valore creativo. Addirittura il videogioco sembra più degno di interesse critico. Un super gioco di strategia come Twilight Imperium è considerato solo una grande nerdata, per quanto possa essere bello e intelligente e commovente per raffinatezza delle regole e bilanciamento e quello che vuoi. Chi guarda Scorsese non gioca ai giochi da tavolo. Forse, e dico forse, gioca ai Coloni di Catan. I Coloni di Catan sono I Beatles del gioco da tavolo: pieni di difetti, nemmeno tanto bravi a suonare, più reazionari che all'avanguardia. Però piacciono, a maschietti e femminucce, e anche a me che ascolto i King Crimson. E anche ai King Crimson.

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    3. La "nuova generazione" tanto spesso non è così "nuova", ma se così dovessi definirla la nuova generazione sarebbe il Neo Melodico del gioco da tavolo, non certo il Rock.

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    4. Ammetto che dopo questa risposta un po' vacillo. Esperienze di 4 o 6 ore di gioco non sono alla portata del consumatore occasionale, ma lo stesso consumatore occasionale a cui mi riferisco è in grado di ascoltare musica ben più interessante e piacevole del Neo Melodico, e di guardare film ben più colti di Vacanze di Natale. Quindi il discorso è: a che giochi vi riferite? Non vorrei che questa critica sia associabile a quella che io chiamo la "sindrome del Metallaro": al Metallaro fa tutto cacare tranne il Metal, e più un brano è virtuoso alla Dream Theater, o più è cattivo alla Emperor, e ppiùèmmeglio. Ai Coloni di Catan i miei amici si divertono, a Puerto Rico (che lo giudicate come il meglio del peggio, ma pur sempre il meglio) i miei amici si stufano. Ad Axis & Allies non ne parliamo, prende polvere da anni.
      Magari un giorno non avrò paura a entrare al Goblin a Torino, con il timore che qualcuno possa vedermi e deridermi, mi turerò il naso per non sentire la puzza di ascella fetida e godrò di bellissime esperienze di gioco di gran valore con ragazzi che non hanno capito come si pulisce l'apparecchio dei denti.
      Almeno al concerto dei Tortoise, c'erano sempre poche ragazze, ma un po' più di decoro.

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  13. Comunque: Coloni di Catan >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Puerto Rico

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