mercoledì 22 febbraio 2012

Coloni di Catan vs Kingsburg


Di Mr. Black Pawn
le immagini delle copertine provengono da www.boardgamegeek.com


Arrivano centinaia di migliaia di lettere di affezionate masse di bastardelli che mi chiedono a gran voce di prendere a colpi di pomodori tre cose:

1. Gli Autoprodotti
2. I Giochi di Ruolo
3. Coloni di Catan

Allora, sui primi non posso dire granché, non più di quanto non faccia già, perché noi qui nonostante tutto si parla di giochi e non di cicolostilati in proprio, anche se ogni tanto ci scappa qualche citazione di Walt Disney.
Sui secondi, ahimé, non troviamo un cane che ne voglia parlare, io non posso, non tanto per ignoranza in materia, quanto per il fatto che ho un'opinione piuttosto bassa di chi gioca di ruolo. In sostanza, preferisco gli ultrà del calcio, che almeno fanno le risse con regolamenti più sensati di "indiani e cowboys coi dadi".

Discorso diverso per Coloni, perché in fondo avete ragione.
Me la sono presa con Carcassonne, capostipite dei giochi di Selezione Azioni Scontate, e dunque devo prendermela anche con Coloni di Catan, il primo Gioco di Gestione Frustrata.
Il problema è che Carcassonne, col suo "piazza tessera, metti omino", aveva in Lungarno la sua preda naturale, un po' come i politici con le escort. E con Coloni come faccio? Dove lo trovo un altro gioco in cui tiri i dadi, costruisci cose e poi vince uno a caso?... magari faccio un riassuntino, qualcosa in mente mi verrà.

Coloni di Catan. La fortuna che gestisce le risorse al posto tuo. Almeno un errore di progettazione in grado di mandare potenzialmente ogni partita in vacca. Un circuito di tornei che, per le meccaniche del gioco, non dovrebbe aver ragione d'esistere. Come cavolo si fa a eguagliare un pedigree del genere?
Idea! Si prende un gioco italiano. 
Made in Italy: l'eccellenza nella mediocrità.



KingsburgMeccaniche a cascata che, se hai sfiga, non ti consentono assolutamente di vincere, ma almeno ti danno l'illusione di perdere bene. Il punto di forza? Un bilanciamento perfetto. A meno che non si giochi in 2. O in 3. E attenzione, che in 4 o in 5 il tutto si sbilancia un po'. Un tema così originale che a confronto il nuovo inno del PdL sembra un pezzo degli Articolo 31.
Uno degli autori ha spesso dichiarato di essersi ispirato proprio a Coloni di Catan.
Direi che ci è riuscito, 'tacci sua.

Lo so, questa sfida ha alcuni vizi di progettazione: sono giochi vecchiotti, Kingsburg è già stato recensito dal Puzzillo (ma non così male, quindi mi sembrava doveroso metterci una pezza e parlarne male io), sparare su Coloni è triste come farsi pubblicare un gioco da una casa che fa tarocchi... le solite cose che mi dite per farmi sentire in colpa, io che me ne fotto, i bambini che piangono, un conto però, come diceva coso, non ricordo, ho perso il filo.

Klaus Teuber, quadrivincitore dello Spiel des Jahres, è un bell'ometto baffuto, che un giorno ha deciso di moltiplicare le bestemmie dei giocatori ideando un'allegra meccanica per cui all'illusione di accumulare risorse e costruire strade e città si affianca l'emozione di non fare una mazza a seconda dell'umore di un dado, oggetto ludico noto per essere completamente psicopatico (vedremo poi come l'elemento delle psicopatologie permei anche Kingsburg, seppur per altre vie).
Ma, si sa, una ciliegia tira l'altra. Ed ecco che compare un allegro brigante che, oltre ad aggiungere un altro pizzico di alea di cui si sentiva proprio la mancanza, permette ai giocatori di iniziare ad accanirsi sul più antipatico del gruppo già dai primissimi turni.

Kingsburg l'hanno fatto in due: Luca Iennaco, essere mitico metà uomo e metà idiosincrasia, specializzato nel bilanciamento matematico fatto davvero bene (come ci hanno ampiamente dimostrato anche in tempi recenti i palazzi e soprattutto i templi di Olympus) e Andrea Chiarvesio, l'unico autore che riesce a fare giochi fantasy più astratti della dama. Proprio dopo Olympus, Andrea si è stufato di fare giochi con uno che non si fa mai vedere alle fiere, e si è scelto come co-autore un designer capace, simpatico e modesto. Il candidato però ha rifiutato, e Chiarvesio ha dovuto ripiegare su Zizzi.

I due giochi non avevano in origine un impianto così disastroso. In Coloni c'è comunque modo, scegliendo dove costruire con un minimo di testa, di limare il fattore fortuna. E Kingsburg aveva dalla sua l'idea di rendere più gestibile il sistema di Coloni, mischiando i dadi col piazzamento, e facendo sì che questi facessero almeno in parte gli interessi del giocatore... e poi c'erano gli edifici, che coi poteri aumentavano un sacco le possibilità strategiche.
Ma no: dopo aver fatto cose che forse potevano anche funzionare, i vari autori hanno deciso di inserire qualcosa che rendesse il tutto un po' più brutto e noioso, che sennò i giocatori si divertono troppo.

Kingsburg decide di porre un freno all'appagamento dei giocatori in due modi geniali. Il primo è inserire una serie di elementi di controllo la cui parola d'ordine è ineleganza.
Tipo: "all'inizio dell'Estate, se sei primo, ma non a pari punti con il giocatore alla tua sinistra, e non hai edifici della quarta riga, ma hai i pantaloni blu, allora e solo allora il giocatore alla tua destra può tirare un dado beige, che così si limita la fortuna sfacciata che hai avuto finora, bastardo."
Questo allunga oltre il limite della sopportazione la partita, e quando l'incauto neofita ti sventola davanti il pedino "aiuto del re" e ti chiede "e con questo cosa ci faccio?", evitare di rispondere con un espressione inelegante (che peraltro sarebbe in linea con la regola) è decisamente difficile.
Il secondo sistema è segare via le gambe alla longevità, sbilanciando le linee degli edifici in modo che due siano più o meno irrinunciabili (a meno di non trarre piacere dal farsi rompere i palazzi dai mostri), e soprattutto che l'ultima sia dannatamente conveniente in ogni caso, tanto per bilanciare la prima che invece è utile come una pera di marmo. Certo, ci vuole un po' per scoprirlo. A patto che viviate in un paese privo di connessione internet.

Coloni di Catan invece è un gioco più vecchio, queste finezze tipo il bilanciamento e l'eleganza gli sono del tutto aliene. Come si fa a rovinare del tutto un gioco così banale? Semplice: si inserisce la meccanica più antica e crudele del mondo: la diplomazia commerciale indiscriminata.
Per capirci. Ogni volta che giochiamo, la mia amica Annalingua dice sempre a tutti: "Commercia con me, ti faccio toccare una tetta!"
E Annalingua vince sempre, quando giochiamo a Coloni, perché ha un grandissimo QI, almeno una quinta.
Quindi, se anche siete riusciti a barcamenarvi fra un tiro di dado e una carta rubata, fra la gente che vi taglia la strada e la noia che vi taglia le noci, ecco che arrivano le amiche alleanze, quella cosa che rende il circuito torneistico di Coloni di Catan una via di mezzo fra una bocciofila e un punto snai, ma con meno fairplay, anche grazie all'accorta gestione del tutto da parte di Luciano Moggi.

Rimane da giudicare il comparto materiali: Coloni ha delle belle fustelle resistenti per il campo di gioco modulare, carte gradevoli e pezzi funzionali, anche se la grafica non è delle migliori; Kingsburg ha un sacco di dadi e un tabellone che, pur essendo inutilmente oversized è decisamente bello da vedersi.
Diciamo che dal punto di vista estetico la vittoria va all'inflazione, visto che solo di recente il costo dei due giochi è stato superato da quello di un pieno di benzina.

E insomma, alla fine chi la spunta?
Direi Annalingua, che così mi fa toccare una tetta.
Alla prossima, cosi.


12 commenti:

  1. Andrea Chiarvesio22 febbraio 2012 17:43

    Caro Blackpawn, sono sicuro che Kingsburg sarebbe venuto fuori molto meglio bilanciato se avessi potuto playtestare con Annalingua... possiamo sempre rimediare con il prossimo gioco, che dici? :D

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  2. Diavolo, devi proprio dare brutte notizie così? Davvero c'è un prossimo gioco?
    Scherzo, l'ho letto. Un altro gioco con Zizzi. Mi aspetto delle scuse il giorno dell'uscita.

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  3. Andrea Chiarvesio22 febbraio 2012 18:29

    Non mancherò, sempre se mi è possibile farle personalmente ad Annalingua. A te le farà Zizzi in persona.

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  4. Devi commerciare con lei, poi forse vedrai una tetta. Certo che stai messo proprio male, eh?
    Per quanto riguarda Zizzi, se vuole venire a chiedermi scusa va bene, anche se non so se riuscirò mai a perdonarlo per Caligula.

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  5. Fra l'altro è stato recentemente stabilito, tramite accuratissime misurazioni svolte da me e Lorenzo Silva davanti a una birra media, che un Caligula, ludicamente, vale circa 3 Monkey see monkey do.
    Ora resta solo da stabilire quanto faccia, convertito in Kingsburg

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  6. Quello che misura in Kingsburg è il Puzzillo, io misuro le cose in pere di marmo (inserite a forza nel...)

    Caligula ne vale diverse, se può farti piacere.

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  7. Mah Culoni di Catan (non ho sbagliato a scrivere) a me non fa impazzire, ma la critica sul commercio tra amicici mi sembra esagerata... o meglio, è applicabile a tutti i giochi in cui c'è una qualsiasi interazione tra giocatori...

    X Kingsburg dissento solo sulla prima riga inutile, ok che non ha effetto in gioco, ma di solito la vedo completarsi nell'ultimo turno, visto che è quella che dà più punti.

    E cmq Annalingua rulla.

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  8. Ogni gioco è più bello (o meglio meno brutto) se giocato con Annalingua! :D

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  9. Com'ero giovane, quante occasioni perse per tirar fuori il peggio di 'sta roba...

    E quante occasioni perse per mettere le mani sul gioco giusto...

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  10. Il gioco giusto è una tetta di Annalingua.

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    Risposte
    1. Se lanciando il dado per decidere quale dei due giochi acquistare esce Catan, diffidate della nuova versione di Menzel, ma affidatevi alla versione originale in elegante scrittura cuneiforme.
      Hammurrabi dice: dovrebbero fare un'espansione!

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