giovedì 3 novembre 2011

Sfide - La Sfida delle Sfighe



ovvero

Il Best of Show visto dal di dentro del di dietro.

[di Mr Black Pawn]

...e non immaginate l'odore.

Ma fatemi andare con ordine, che sennò perdo il filo come sempre e poi, diciamo, così, ecco è successo di nuovo.

Vi avevo detto che a Lucca ci si diverte davvero. E infatti è andata come pensavo: editori lividi come ematomi, autori stanchi e affranti, giocatori che si trascinano insieme ai loro zaini ricolmi di inutili gadget e giochi tedeschi sovraprezzati.

Quando sto a Lucca, giuro, godo come una termite in una scatola di Agricola.

Ma andiamo con ordine. Questa Lucca Comics & Games per il vostro Pedone Nero è stata davvero memorabile.

Innanzitutto perché questaLucca Comics & Games mi ha visto passare “dall’altra parte”... eh, sì. Datoche sono una persona fondamentalmente corretta ho deciso di giocarmela ad armi pari con coloro contro cui mi scaglio di solito – autori ed editori –diventando in un sol colpo sia autore che editore, grazie al miracolo conosciuto ai più come “autoproduzione”. Dunque, alla mia consueta attività ho affiancato quella, un po’ pazza, di creare un giocoe produrmelo da me, perché come diceva Walt Disney “Io amo Topolino più di qualsiasi donna che abbia mai conosciuto”. Ma non pensate che l’attività di autore-editore mi abbia reso autoreferenziale: non parlerò in terza persona, e soprattutto parlerò anche d’altro. Anzi, della mia piccola avventura autoreditoriale parleremo più avanti: adesso partiamo proprio dall’altro, e cioè dai Best of Show.

Sui side award abbiamo già sparato in abbondanza sia io che il Puzzillo. Forse non s'è detto nulla sul Side Award inserito all'ultimo tuffo, quello vinto dai Lego Games, ma insomma: quando per incensare qualcosa viene creato un premio apposito, non c'è nemmeno gusto...

Quindi, grazie al Demonio, posso concentrarmi sul premio vero e proprio.
Il Best of Show ha creato malumore fin dalle nomination, tanto che la delusione e le frustrazioni di coloro che subito dopo la premiazione si sono riversati sui forum più frequentati erano in realtà già percepibili durante la fiera. Gli unici contenti erano i tizi dei giochi di ruolo indipendenti, che sono più o meno una cricca a parte e avevano un gioco in nomination a testa. Saranno contenti sia del premio, sia delle sei vendite in più. Sorvolo anche sul Premio per la Personalità Ludica dell'anno, ormai così scontato da essere quasi in omaggio.

Insomma, basta, arriviamo al sodo. Partiamo dai giochi di carte?
Chi ha vinto? 7 Wonders. Cosa c'è nella scatola, decisamente sovradimensionata? 160 carte, 7 plance, un bel po’ di segnalini, e il fegato di farsi chiamare “card game". Adesso qualcuno deve spiegarmi cos'è un gioco di carte perchè, giuro, non ho capito.

Ma non è comunque quello il punto: il gioco presenta il Card Drafting come meccanica principale e un prezzo al pubblico di circa 40 euro.

Considerando che due fra i tre i criteri di assegnazione de premio figurano “le novità concettuali intrinseche del prodotto” e “il rapporto qualità-prezzo”, mi chiedo come abbia fatto 7 Wonders a vincere qualcosa. Ok, è comunque meglio di Sit Gloria Romae, che è l’edizione italiana di un gioco del 2005 (gioco che avrebbe anche senso, se non fosse perl’esistenza di San Juan), e sul cui rapporto qualità-prezzo stendiamo un velo più che pietoso. Solo, in un angolo, rimane il piccolo Lumacorsa, troppo nuovo, troppo italiano e troppo economico (nonchè troppo di carte) per vincere qualcosa. Affinché però non sembri che ne parliamo bene, vi rimando alla “rapina” del Puzzillo.

Ma passiamo al gioco per famiglie, su cui c'è davvero poco da dire.

“Europa, 1347. La catastrofe è imminente. La Morte Nera raggiunge l'Europa e, nel corso dei prossimi 4-5 anni la popolazione europea sarà dimezzata”.  Inizia così il manuale di Rattus,il vincitore, che scalza via Ristorante Italia, un divertente family game con 12 pagine di manuale, e King of Tokyo, una sagace riedizione dello yahtzee. Mala tempora curry, come dicono i cinesi.

Ma pazienza, ci si consolerà col miglior gioco per esperti: Twilight Struggle! Come poteva non vincere un gioco in testa da anni su BGG? Cerchiamolo e… oh, acc!, Non c’è! Si vede che la Delorean si è fermata nell’anno sbagliato! E peccato, il best of show si è perso lo show…
Ci spiace un po’ per Ventura, che pur essendo uscito quest’anno ha nelle meccaniche un retrogusto antico e forse si meritava almeno un premio alla carriera, e per Corsari dei Caraibi, forse quello che, con una vittoria, avrebbe accontentato di più i gusti di nessuno.

Rimane infine il già citato premio per il gioco di ruolo, assegnato a uno di quei giochi da femmine di cui si parla tanto sui forum, ma che nessuno ha mai giocato. Non mi pronuncio perché non ho letto i manuali, ma segnalo che ha fatto discutere l’esclusione dell’Unico Anello, che non è arrivato in tempo alla giuria ma si poteva comprare in fiera, a differenza di Twilight Struggle che pare essere arrivato in tempo alla giuria, ma che in compenso in fiera neanche c'era.

Comunque ho visto gente schiumare sangue e bile per le nominations, e questo comunque è molto divertente da vedere indipendentemente dal chi, perchè e allorchè.

Dopo la premiazione dei quattro vincitori, boati di sdegno si sono levati fra operatori del settore e giocatori incalliti, e di pari passo un'ondata di incontenibile indifferenza ha scosso le fondamenta del padiglione games: erano le migliaia di cosplayer e casual gamers che se ne fregavano arroganti e impuniti del premio italiano più prestigioso di stocaz*o (voglio dire e scusatemi, anzi pardonnez-moi, il est la chanson du chapeau de stocaz*o).
C'è chi ha detto che i Best of Show sono alla frutta.
Ma no, sono oltre la frutta. Sono dopo la frutta, dopo il dolcino, dopo il caffè e dopo l'amaro.
Sono ancora più in là, al termine del processo digestivo, e provocano contrazioni intestinali che fanno male a un sacco di gente, ma fanno anche ridere da matti il sottoscritto.

Ve l'avevo detto, che a Lucca sì, che ci si diverte.

BP

44 commenti:

  1. Diciamocelo, a prescindere da chi avesse vinto ci sarebbero state lamentele...

    RispondiElimina
  2. E allora con la scusa che tanto qualcuno si lamenta continuate pure a fare le cose a pera, tanto ormai...

    RispondiElimina
  3. Assolutamente, altrimenti noi che ci stiamo a fare?

    Ed avreste dovuto sentire i pianti tra gli stand...

    RispondiElimina
  4. Che sia a pera è ovviamente un tuo parere personale...

    RispondiElimina
  5. Beld, tu sei lo stesso che ha partecipato alla discussione sul forum dei goblin per difendere le scelte dei premi di Lucca Games. Fai parte della giuria o dell'organizzazione?

    RispondiElimina
  6. Che c'entra la foto di Fouad Mezher?

    RispondiElimina
  7. Federico Faenza3 novembre 2011 15:45

    I pianti tra gli stand ci sono tutti gli anni, soprattutto tra chi non vince. Ma, citando le parole di Emanuele Vietina qualche anno fa', "il Best of Show e' il premio della manifestazione LC&G", e la "bellezza" di un gioco e' solo uno dei fattori.

    Dal mio punto di vista (dipendente di un distributore non nominato ma partecipante) non vedo grossi scandali nelle nomine/premi di quest'anno: il premio a Lego e' un premio all'investimento nel mercato, come piu' di una volta e' successo. Twilight e' pur sempre il primo gioco su BGG e meritava il premio.. se solo fosse arrivato in fiera, visto che il regolamento e' molto chiaro sull'argomento. 7 wonders e' un gran bel gioco, forse il migliore uscito quest'anno. Rattus e' bello, forse non propriamente per famiglie(l'ho detto personalmente all'editore e lui concordava :P) ma bello.

    In Italia manca un premio serio, e' sempre mancato e manchera' per sempre. Perche'? Perche' non esiste un giornalismo professionale "di settore", buona parte dei recensori/votanti sono di parte per un motivo o per l'altro e perche' sfugge, a chi organizza i premi, che per contare qualcosa devono rifuggere l'elitismo e puntare alle masse. Devono "anticipare" il mercato e non avere l'ambizione di guidarlo. Un gioco premiato deve essere premiato perche' "bello" e "vendibile", non perche' e' il gioco preferito da 15 persone che scrivono su un forum, un blog o per una rivista.
    Un premio guadagna fiducia se le sue scelte rispecchiano il mercato.. e con il tempo, forse, riuscira' a guadagnarne tanta da influire sul mercato stesso (vedi lo SDJ: ci sono voluti anni perche' diventasse quello che e', ed e' probabilmente il fatto che lo SDJ stesso guadagna a seconda del numero delle copie che il gioco vendera' a renderlo il piu' "ricercato")

    Per quanto riguarda l'autoproduzione... in bocca al lupo! E' un'esperienza molto utile per quando vorrai competere veramente sul "mercato" degli autori di giochi

    RispondiElimina
  8. @ Lupigi: l'eloquenza della sua espressione ce lo ha fatto preferire a ogni altra immagine.


    @ Federico: in effetti ci stiamo sbattendo tanto per la "correzione" di un premio che per definizione è il più piccolo che si possa immaginare, non stiamo parlando del premio al miglior gioco del mondo, né di quello al miglior gioco d'europa, né d'Italia, né della Toscana, né di Lucca, bensì del più bel gioco presente nel tendone della fiera (e che abbia la scatola in italiano). In fondo un premio di poche pretese, e dal quale non è nemmeno giusto pretendere molto.

    Il problema per me, problema al pari delle briciole sul balcone, è in primis la dichiarazione d'intenti: se il premio è all'investimento sul mercato, non può chiamarsi "side award al miglior gioco per bambini", saluti a casa e un bacio ai pupi. Sono sbagliati i premi, non i giochi. In verità anche i giochi sono sbagliati, ma il discorso è per chiarire il cambio di punti di vista.

    Poi, se qualcuno volesse degnarsi di fare il premio Gioco dell'anno e dargli un regolamento chiaro, semplice e immune ad interpretazioni, ne gioverebbero in molti.
    Chi lo fa?
    Non saprei, attualmente, parlando di "giornalisti" mi appaiono chiari i ragazzi di Gioconomicon, che però son troppo "bravi ragazzi" a gusto nostro. Il resto sono "gente del settore" che orbita intorno al mondo dei giochi e, se organizzata ed economicamente sostenuta, potrebbe montare qualcosa di decente.

    Il rischio è quello di far danni, ma anche peggiorare sarebbe difficile.

    Altrimenti una fiera italiana di giochi, una caso, tipo l'unica, potrebbe prendersi questa briga.

    Noi intanto stiamo qui e li critichiamo, a prescindere, come va va, cambiamo giusto i contenuti.

    RispondiElimina
  9. @Il Puzzillo: e sono completamente daccordo con te sulla necessita' di criticare. Vi amo profondamente, quando ho visto Mr Black Pawn (penso) alla premiazione PLDA volevo salutare e presentarmi, ma son dovuto scappare.

    Non esiste in Italia una sola entita' in grado di dare un premio che abbia senso. Una volta io ed altri "operatori del settore" (editori/distributori) avevamo persino provato a creare un'associazione (Assoludens) che tra gli obiettivi aveva, tra l'altro, anche la creazione di un premio.. non ci siamo riusciti, anzi non ci abbiamo neanche tentato.
    Pero' esistono molte realta' che, se si unissero e collaborassero, potrebbero iniziare a creare qualcosa: Gioconomicon e' di sicuro un nome che mi viene in mente, ma solo uno di tanti. Bisognerebbe unire blogger/associazioni/siti informativi/i pochi giornalisti ludici italiani/ magari persino dei rappresentanti dei negozianti.. magari i primi anni non conterebbe nulla, come ho detto un premio affidabile non si crea in un giorno, ma se si riuscisse a persistere...
    Faccio un esempio "collaterale": Boardgame league. E' nato grazie all'idea di un paio di persone e sta andando alla grande, grazie al supporto di molti (anche tra gli editori) e grazie al fatto che e' utile anche per noi.
    Ogni volta che ne ho la possibilita' sostengo l'idea che un premio "serio" sarebbe una cosa grandiosa per il nostro settore.. ma mi guardo in giro e non vedo nessuno intenzionato a farlo.

    RispondiElimina
  10. @Il Puzzillo 2: mi ero perso la frase "Altrimenti una fiera italiana di giochi, una caso, tipo l'unica, potrebbe prendersi questa briga."

    Stai parlando di Play, secondo me. Ecco, nonostante stimi moltissimo le persone che ci lavorano, una fiera non e' proprio l'entita' ideale per la creazione di un premio: se il premio non conta "nulla" va tutto bene, ma nel momento in cui inizia a essere seguito, ti immagini le pressioni? "io ho preso uno stand enorme e hai premiato lui? L'anno prossimo non vengo"

    RispondiElimina
  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  12. Concordo sul fatto che i premi sono sbagliati nella formula, ad esempio mi chiedo che senso abbia premiare un gioco "appena" uscito (o considerarne come candidato uno nemmeno uscito). A malapena i giurati provano il board/card/game di turno figuriamoci se hanno la voglia (e l'intenzione) di provare anche solo per una sessione i GDR che partecipano al BoS...

    Sono pigro mi autocito:
    • Non amo i premi che valorizzano un gioco più per le sue potenzialità di vendita che per le sue intrinsiche qualità (design, mi riferisco proprio a te!)
    • Non amo i premi in cui i giurati non provano i giochi che poi andranno a valutare (probabilmente perché essendo esperti si affidano ai loro talenti innati di valutazione?)
    • Non amo i premi che mettono in un unico calderone prodotti di grandi e piccoli editori, salvo poi penalizzare di fatto gli ultimi perché “potenzialmente non in grado di soddisfare le aspettative del cliente in fatto di distribuzione“)
    • Non amo i premi che mettono sullo stesso piano un supplemento a fianco di un gioco base, un’opera "dell’ingegno" originale a un’opera “solamente” edita in italiano o peggio ancora a una riedizione di un opera già pubblicata (e magari anche presentata o premiata a un BoS passato)
    • Non amo i premi che creano categorie ad-hoc “perché sennò non ci sono abbastanza premi per tutti”

    RispondiElimina
  13. Se vogliamo premiare il miglior gioco ed il peggiore noi siamo dentro.

    Per il peggiore ovviamente.

    RispondiElimina
  14. Effettivamente potreste iniziare a dare un premio annuale per il gioco peggiore. Ci sono anche molte possibili categorie secondarie: peggior grafica, peggior manuale, peggior meccanica, peggior traduzione, ecc ecc

    RispondiElimina
  15. Tafferugli, eeeehh, tafferugli, oooohh
    A questo punto caotico, sarebbe logico considerare come 'premiati' i giochi che il pueblo vota per la 'Ludoteca Ideale'? Che controindicazioni ci sarebbero? Bisogna essere iscritti TdG (vabbè) o Club TreEmme, e votare. I giochi degli scorsi anni non sono pessimi, ma danno una buona idea su ciò che è stato pubblicato in Italia nel corso dell'anno.
    Ditemi voi...

    RispondiElimina
  16. @ Federico: le pressioni non mancheranno a chiunque voglia istituire un premio importante (o meno importante), e anche se la giuria fosse "indipendente", cosa piuttosto difficile, tali pressioni colpirebbero lo spirito di organizzatori e giurati con crisi che supererebbero anche quelle legate all'interesse, tra l'altro molto semplici da risolvere.
    Inoltre il premio andrebbe, per importanza, comunque consegnato durante una grande fiera del gioco (sempre una caso tra le una che ce ne sono), e questa riceverebbe, anche se ospitante, le medesime pressioni previste, riportandole a sua volta sugli istitutori del riconoscimento.
    Tradotto: "nun se scappa".

    @ Danilo: un senso potrebbe pure averlo il premio al nuovo uscito, e a parer mio anche più che uno SDJ dato a un gioco a cui molti hanno già "smesso" di giocare, che con i ritmi delle uscite degli ultimi anni i giochi si consumano con una velocità impressionante. Per un giocatore 7 Wonders è già storia e un premio ad un anno di distanza dall'uscita è quasi un premio alla carriera.
    Il premio dato invece ad un gioco in uscita o appena uscito può essere un ottimo indizio, un vero suggerimento d'acquisto (se questo vuol essere il premio).

    E qui veniamo alla già discussa nota: un premio può riconoscere anche la caccolosità di un gioco, ma poi deve premiare il "più caccoloso", non quello "la cui puzza ricorda a chi non ha caccole di stare insieme a chi ne ha".

    Altrimenti, come dice Federico, serve un premio che premi coerentemente le caratteristiche che riteniamo noi meritevoli (in effetti anche solo "il miglior gioco" non sarebbe male) e che sia assegnato con estremo ed imparziale giudizio.
    Come dire: facciamocelo per conto nostro.

    Dura.

    RispondiElimina
  17. Aòòòòòòòòòòòòòò
    Ma non vi vergognate a venire QUI a parlare così seriamente?

    Comunque

    Anonimo: E allora con la scusa che tanto qualcuno si lamenta continuate pure a fare le cose a pera, tanto ormai...

    Beld: Che sia a pera è ovviamente un tuo parere personale...

    Black Pawn: perchè, i Best of Show non sono forse i pareri personali di cinque persone, più o meno addentro al mondo ludico?

    RispondiElimina
  18. Mr Black Pawn, questo forse e' l'unico posto in cui si puo' parlare seriamente!

    RispondiElimina
  19. Intanto consiglio di leggersi questa discussione qui che è interessante

    http://www.goblins.net/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=50510&highlight=

    RispondiElimina
  20. @ Fabrizio: non credo nella superstizione della democrazia. Molti si saranno accorti che non funziona, soprattutto dalle nostre parti.

    Come diceva qualcuno poco fa, sarebbe bello se un premio fosse in grado di guidare el pueblo alla scelta e non viceversa (ossia guardare le classifiche di vendita). Con tutto il rispetto (che non ho) per TdG, 3M e quant'altri, non vedo come il loro giudizio possa essere meno influenzato di quello della giuria di Lucca ad esempio, quando proprio su alcuni forum, che per privacy chiameremo "antro degli gnomi", appaiono alcuni dei più imponderati giudizi mai espressi, in grado di generare interi "movimenti d'opinione" aprioristici. Naaa

    Bella comunque la ludoteca ideale, son tanti titoli e ci sta sempre qualcosa di carino, ma basta così.

    RispondiElimina
  21. @ Toro Sgommato: interessante come lo sporco fra le dita dei piedi o interessante come un piccione investito?

    RispondiElimina
  22. Mi unisco alla discussione, anche se essendo uno dei "troppo bravi ragazzi" di Gioconomicon potrei essere troppo soft :D

    Così come è stato, i premi sono stati dei premi all'italiana, ovvero qualcosa che non premia l'innovazione, il rischio, nè tantomeno il risultato.

    Hanno premiato il vecchio, la sicurezza, una serie di giochi tradotti con anni si vita sulle spalle.

    Badate 7 Wonders lo adoro, penso dovremmo averne una copia in ogni casa, anzi in ogni macchina, per sicurezza. Ma è un gioco già uscito da parecchio, chi lo voleva lo ha già preso, a che pro premiarlo ancora?

    Poi è ovvio che persone adulte devono farsi i propri pareri in base alle proprie idee. Personalmente reputo sbagliati i criteri utilizzati, primo fra tutti prendere titoli tradotti come fossero appena usciti.

    Aggiungiamo che qualsiasi istituzione acquista credibilità presso il pubblico solo se riesce a essere imparziale, e ad avere un riscontro di pubblico nei suoi giudizi.

    Tutto IMHO ovviamente.

    RispondiElimina
  23. E qua se Mr Black Pawn s'incaz*a c'ha mi tocca dargli ragione. Mai avuta tutta 'sta serietà.

    Se volete parlare seriamente e serenamente di problematiche e possibili soluzioni legate al mondo ludico mi sta pure bene, ma almeno mettete due scorregge nel testo.

    RispondiElimina
  24. A questo punto, parliamoci. Vediamo se si puo' mettere su qualcosa, almeno delle linee guida, per poi coinvolgere il maggior numero di realta' nella promozione e nella elezione della giuria.

    RispondiElimina
  25. Mentre scrivevo ho scoreggiato un paio di volte, vale? :D

    RispondiElimina
  26. @ Zerloon: ora sì.

    @ Federico: non credo noi siamo i soggetti adatti a dare credibilità a chicchessia, possiamo però offrire un territorio neutrale e tutta la nostra ignoranza.
    Come ogni cosa al mondo dipende quasi esclusivamente dalla qualità delle persone che vi operano. L'indizio è iniziare a trovarle e metterle in contatto con quest'idea.
    E poi trovare tra questi quali sono quelli che non abbiano un'acca di meglio da fare che farsi spalare vanghe di guano da tutti i futuri insoddisfatti!
    Comunque scriviamoci e parliamone, in fondo anche quattro ruote premia la macchina più difettosa.

    RispondiElimina
  27. Pensa che l'azienda per cui lavoro distribuisce un gioco sulle scorregge....

    RispondiElimina
  28. Pionieri ludici, altro che Best of Show, show the best!

    RispondiElimina
  29. Comunque scriviamoci e parliamone, in fondo anche quattro ruote premia la macchina più difettosa.

    Quindi stai proponendo di introdurre la categoria "miglior gioco brutto"?

    RispondiElimina
  30. Va bene anche "peggior gioco bello".

    RispondiElimina
  31. Ci hai beccato, l'unico ostacolo all'esistenza di questa parodia di un premio è l'assenza del premio serio da scimmiottare.

    Magari troviamo qualcuno di buona volontà...

    RispondiElimina
  32. Mi permetto di intervenire anch'io, condividendo innanzitutto quanto affermato dal mio collega di Gioconomicon Zerloon.
    Ora, pur non essendo stato presente alla Lucca di quest'anno, ho seguito con attenzione sia i premi lucchesi che quelli esseniani e in entrambi i casi pare evidente la mancanza quest'anno di titoli forti sul mercato. Si tratta di una variabile che forse non stiamo tenendo in conto, perché risulta difficile assegnare dei premi credibili quando di titoli credibili in giro ce ne sono pochini...
    Detto ciò, laddove Essen ha raggiunto con gli anni una sua posizione di prestigio e non deve dimostrare nulla a nessuno, Lucca deve pagare ancora un certo scotto e fare la sua strada. Di certo, però, non è giocando sul sicuro e "paludandosi" come ha fatto quest'anno che riuscirà a raggiungere un livello di rilievo.
    L'altro fattore da considerare è per l'appunto la mancanza di un punto di riferimento unitario per il mondo ludico italiano. Gioconomicon è un ottimo progetto, ma non è un segreto per nessuno che abbia bisogno di crescere e di disporre di altre risorse per "passare di livello": la voglia c'è, le capacità pure, ma il viaggio è ancora lungo.
    Lo stesso settore si è molto evoluto dai tempi pionieristici della vecchia Pergioco (qualcuno ricorda i primi anni '80?) e risulta più complesso creare adesso, da zero, uno strumento condiviso, soprattutto in una realtà italiana cronicamente afflitta da personalismi, particolarismi associativi e conflitti di interesse incrociati.
    Ma Lucca può e deve essere l'occasione principale per raggiungere tale obiettivo. A mio modesto parere, vanno trovati dei referenti comuni e vanno anche riviste le stesse modalità organizzative. Perché ad esempio non adottare la categorizzazione più rigida degli Origins Award, con un numero più ristretto di nomination per ciascuna di esse? Lo so, si moltiplicano i premi ma almeno lo si fa in maniera ragionata e seguendo dei criteri prestabiliti (e lasciamo perdere le "furbate" dei side awards, vi prego...).
    Queste le mie modeste proposte.

    RispondiElimina
  33. Non credo che il premio di Lucca abbia intenzione di slegarsi dalle meccaniche di interessata interdipendenza, né credo si debba pretenderlo da un premio che non solo non rappresenta l'editoria italiana, ma intende premiare solo il più bel gioco del padiglione. Un po' provinciale.
    Potremmo quasi chiamarlo "il premio della più bella cosa che questo signore mi ha messo in tasca".
    E nulla impedisce a nessuno di farlo, è un premio privato, non statale, quindi massima libertà. Ed a sbagliare siamo è più chi abbia pretese di volerlo diverso da così.
    Certo lo si può piccare per incoerenza rispetto a sé stesso, questo sì.
    Ma per tornare alle parole di Sinclair "Lucca NON può e NON deve essere l'occasione per raggiungere tale obiettivo", che oltre alla serie di legami ed interessi più o meno diretti che coinvolgono l'istituzione del premio, stiamo anche parlando del festival del fumetto, non proprio il posto più indicato per l'eventuale più importante premio ludico all'editoria italiana.
    Tra l'altro non mi pare nemmeno ci sia l'intenzione di premiare l'editoria italiana, visto che si premiano le importazioni piuttosto che le edizioni originali.
    Insomma, se è vero che i tempi sono maturi è altrettanto vero che non ne si raccoglieranno a Lucca i frutti.

    RispondiElimina
  34. secondo me, per essere facilmente comunicabile, il premio deve essere uno e indivisibile.

    Secondo me di premi che interessino a 500 appassionati ce ne sono a sufficienza. Ne serve uno che valichi questi confini, e per fare cio' deve essere facilmente comunicabile a chi appassionato non e'. Vi immaginate che so, il Corriere della Sera che fa un articolo sul "gioco che ha vinto la categoria x del premio y"?

    RispondiElimina
  35. Prima di quello immagino di fare una partita con Jessica Alba al gioco edito da me.

    RispondiElimina
  36. E il gioco e' un remake di twister, suppongo.

    RispondiElimina
  37. Un po' più complesso, con più roba di pelle, meno pelo e tanta fantasia.
    E sarebbe più facile leggere di quello sul giornale che del premio ludico.

    RispondiElimina
  38. Il problema è la visibilità dell'evento. Possiamo pure riunire intorno a un tavolo i dieci esperti ludici italiani più preparati e rinomati, redigere delle liste ragionate ed esaustive ed assegnare i premi anche a titoli che lo meritano davvero... Ma se quei dieci esperti si riuniscono a casa mia o in un pub e di quel premio non ne viene a sapere niente nessuno, non è che facciamo grandi progressi!
    Ora, di eventi che diano visibilità ad un premio del genere in Italia ce ne sono solo due. Lucca e Play. Ho pensato prima a Lucca perché è il più grosso e il più seguito, per quanto gli consideri indubbiamente superiore da un punto di vista "tecnico" Play, ma ovviamente penso che anche la convention modenese sarebbe un'OTTIMA occasione per un premio del genere, come anche si potrebbe discutere dell'antica e ricorrente ipotesi di scindere Lucca Games da Lucca Comics (ma questa è un'ALTRA storia...).
    Insomma, perché allontanarci da un modello già seguito con successo all'estero? E non dimentichiamoci che un riconoscimento degno di questo nome non deve "premiare" una editoria nazionale piuttosto che un'altra, ma deve solo individuare e gratificare i titoli oggettivamente più interessanti usciti sul mercato.

    RispondiElimina
  39. Be', in effetti l'idea è un po' quella di imparare dai grandi, ed infatti lo SDJ ad esempio non è legato a Spiel di Essen, il premio viene assegnato in maniera autonoma ed i giochi si presentano ad Essen già belli e premiati. Gli organizzatori di Spiel non hanno nulla a che vedere con lo SDJ, semplicemente la fiera è l'occasione per presentare i giochi premiati, non il premio in sé.

    Qui si potrebbe fare lo stesso, assegnando il premio nei primi mesi dell'anno e lasciare che gli editori presentino, ad esempio a Play, le scatole già con su il bollino.

    Sul fatto di premiare cosa, si può sempre decidere, dipende sempre da cosa il premio si propone di fare, mi pare ovvio che il premio vada alla qualità del prodotto e non la "carriera" dell'editore se intende chiamarsi "gioco italiano dell'anno". D'altra parte l'incentivo è alla produzione italiana, non all'idea dell'autore, quindi i fattori che si valuteranno suppongo saranno più ampi ad esempio della sola meccanica, o della sola grafica, per dire. Insomma, premiare il prodotto nel suo complesso.

    RispondiElimina
  40. Puzzillo guarda in faccia la realtà. coi commenti ormai non vai da nessuna parte. devi aprire un forum.

    RispondiElimina
  41. Punto primo, si tratta di una realtà ricca e coinvolgente, piena di possibilità, di personaggi di valore e realizzazioni notevoli. Poi anche l'Area Autoproduzione ha il suo perché.

    Punto secondo, niente forum, che l'ultimo che l'ha fatto gli è diventata una specie di tana...

    RispondiElimina
  42. Punto primo: perchè è spuntata fuori l'Area Autopromozione anche qui?
    Comunque sono d'accordo, tranne che su quello che hai detto.
    Punto secondo: io sui forum so solo trollare, quindi non saprei che fare su un forum nostro, se non trollare. non che qui faccia molto di più, eh...

    RispondiElimina
  43. Che figata! Mi sembra di aver appena letto il copione di un cinepanettone...

    RispondiElimina

Il sistema ci mostra il tuo IP, pensaci quando ti viene in mente di offendere qualcuno o infrangere qualche legge.