domenica 20 novembre 2011

Dungeon Fighter - quando "ad minchiam" diventa regola


Titolo: Dungeon Fighter
Anno: 2011
Autore: Lorenzo Silva, Lorenzo Tucci Sorrentino, Aureliano Buonfino (trova l'intruso)
Editore:  Cranio Creations (quando autoprodursi non basta)
Tipo: party game
Genere: conquista e guerra
Tema: fantasy parodistico
Meccanica:  (dis)abilità manuale
Numero Giocatori: 1-6
Durata:  30-60
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua:  quasi nulla (titoli carte)
Illustratore: Giulia Ghigini (quella che tenta di far capire quanto divertente debba essere il gioco) .




il peggior dungeon crawler che si possa immaginare [cit. r.e c.].
Ancora una volta i giocatori hanno dato dimostrazione di come sia possibile per gli editori non sentirsi in colpa nel prenderli in giro ad ogni nuova produzione.

Ovviamente stiamo trattando di un party game collaborativo, una di quelle cose che qualsiasi giocatore ama giocare mai.
D'altra parte aspettarsi un dungeon crawler "serio" dalla cranio era come aspettarsi un matrimonio "serio" da Liz Taylor. Personaggio amato almeno quanto EFAOS dai giocatori di tutto il mondo.

Un bersaglio al centro del tavolo, tre dadi e tutta la disabilità dei giocatori, aggiungendo i cinque cereali avremmo avuto la merenda perfetta. E invece no, niente merenda e niente famigliuola felice. In compenso la simpatia del gioco prorompe da ogni suo elemento, e autori e grafici non mancano di farlo notare con la discreta eleganza di un trattore: le schede, i mostri, gli oggetti, i disegni e i titoli. Doveste scordarvene mentre tentate di centrare il bersaglio con un dado lanciato volteggiando bendati.
Di questo infatti si tratta, il re dei giocatori sceglie il percorso del gruppo lungo un breve dungeon e ad ogni stanza questi incontrano un mostro pescato dal mazzetto di livello relativo; per sconfiggerlo basta ottenere dal bersaglio posto al centro del tavolo un totale di danni sufficienti. Il resto (equipaggiamenti, abilità e dadi speciali) è condimento.

Come nei migliori party game, ammesso che un party game possa essere migliore di qualcosa, gran parte del lavoro viene lasciato ai giocatori, tanto più che trattandosi di un collaborativo, questi possono accordarsi per ogni sorta di comportamento, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle combinazioni di lanci particolari, ossia il fulcro del gioco. Come lancereste un dado roteante dal naso del vostro vicino da sotto la vostra gamba (senza erotizzare il tutto)? Ma soprattutto, perché valutare tutte le possibili combinazioni quando si può scrivere semplicemente "vedetevela voi"?
Massimo rispetto per "the italian job", roba da farsi assumere alle poste.

Ora, prima di iniziare a scrivere recensioni del genere "provatevelo", continuiamo con Dungeon Fighter e l'innovativa quanto apprezzabile meccanica del "giocatore che muore e diventa uno spirito che guarda gli altri giocare o va a preparare le crepes", apprezzabile soprattutto perché in meno giocatori si partecipa di più (sono solo tre di base i dadi da lanciare, quindi tre i giocatori giocanti ad ogni giro), e perché le crepes piacciono più o meno a tutti.
C'è da dire che generalmente l'eliminazione di un giocatore è preludio alla fine della partita, in caso, basta tenere il fornello acceso.

Questo detto possiamo finalmente infilare Dungeon Fighter nella sezione dei "giochi scomodi", volete perché , nonostante la curiosa torre portacarte, non c'è una disposizione ottimale per avere tutto il materiale sul tavolo ed i giocatori in posizioni consone alla partecipazione, volete perché il gioco stesso varia da uno standard di "seduto e molto vicino" a posizioni lontano/piroettando/saltando/di spalle, richiedendo in realtà uno spazio idoneo molto maggiore del prevedibile e altrettanta pazienza da parte dei giocatori.

Sia per la novità, sia per il fatto che "tirare cose" è un'attività repressa da bambini che langue nella natura frustrata del giocatore medio, il prodotto di casa Cranio tende ad essere spolverato spesso, chiudiamo pertanto avvertendo i giocatori dell'ultimmo disclaimer editoriale: "La Cranio Creation non si ritiene responsabile per danni causati a cose, persone, animali, piante, città e nomi propri, oltre che per eventuali lesioni al tessuto del divertimento sociale".

PRO - caciarone, imprevedibile.

CONTRO - interattivo come una gara di sputi, probabilmente frustrante, scala col numero dei giocatori come un sampietrino.



20 commenti:

  1. Stef (quello Castelli)21 novembre 2011 15:04

    Alla fine sono tre sere che stiamo a lanciare dadi come imbecilli cercando di ammazzare mostri imbecilli che puntualmente ci fanno il popò a strisce (o striscie? Ah, no, "striscie" me lo segna rosso...).

    Insomma, 'sti cavolo di Cranio ci hanno preso, l'animaccia loro.

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  2. ma questo gioco scala?

    Ma in salita o in discesa?

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  3. Stef (quello Castelli) - apprezziamo sempre chi sappia estrapolare l'inettitudine del giocatore. Coadiuva il nostro lavoro.

    Barba - scala in maniera matematica: più siete, meno giocate. E via che non ci si preoccupa di nulla anzi, in più si è e in più c'è probabilità di essere eliminati contemporaneamente, così uno prepara l'impasto, uno cuoce, uno guarnisce e così via...

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  4. Stef (quello Castelli): se tu dici che un autore\editore "ci ha preso" è come se mollica dice che l'ultimo lavoro di chiunque è bello: lo dice di tutti, specialmente dei suoi amici, il che equivale più o meno a dirlo di nessuno.

    Comunque mi fa piacere che nei mostri di dungeon fighter tu e il tuo gruppo abbiate trovato una degna opposizione.

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  5. Io non mi fido dei giochi della Cranio a prescindere...

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  6. Mi metto un attimo dei panni semiseri. No, non è vero, insomma, fate voi.

    Dopo quell'orrore con la banana la Cranio poteva solo migliorare. Ha preso in distribuzione e in parte localizzato la White Goblin, che ha una serie di titoli del cazzo ma anche qualche gioco che si lascia giocare, ottima mossa perché migliora la varietà della loro offerta. Hanno localizzato Pirates of the Isles della Trefl allargandosi a un pubblico un po' più giovane.
    Insomma, dopo il successo a caso coi cavalli che erano cilindri, promosso dagli autori coi cilindri che facevano gli imbonitori di un gioco di cavalli (che erano cilindri, e gli autori coi cilindri facevano gli imbonitori... ad lib.) e quella essen in cui spacciavano matite e banane (e infatti tutti li davano per spacciati) se ne sono usciti con un paio di mosse da bambini grandi.

    Comunque, Dungeon Fighter non è un gioco da tavolo.
    A parte questo, è ok.

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  7. Anonimo - premesso che non fidarsi è male e fidarsi è peggio, ci sono ad oggi così tante opportunità di provare giochi che difficilmente ci si ritrova a fare acquisti alla cieca (esclusa la compulsività tipica dei giocatori).
    Questo detto mi domando: di chi ti fidi?
    Wallace?
    Knizia?
    Fantasy Flight?
    mmm

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  8. Io mi fido della Gmt che se esce un suo gioco non lo compro, della guanto rosso, che tra poco distribuisce anche caramelle e del puzzillo che non gli piace neanche il gioco della bottiglia.. ;-)

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  9. Troppo fortuna dipendente, io non limono mai...

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  10. Momento momento momento.
    Momento momento momento momento momento momento.

    Il gioco della bottiglia non si fa per via rettale?!
    Maledetto giangianni, mi ha turlupinato... me la pagherà!

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  11. Fermi tutti, innanzi tutto le regole del gioco della bottiglia parlano chiarissimo "[...] e chi vince s'infila la bottiglia nel [...]".
    Poi io ero sfigato e non mi facevano partecipare, ma ho conosciuto gente che ci ha montato una carriera.

    Poi 'sta cosa che al Puzzillo non piace nulla deve dissolversi, il fatto che giochi, cose o persone, abbiano una montagna di difetti non significa che non provi piacere nel farmele.
    Delle partitelle a "quei giochi".
    Dovete solo ancora imparare a leggere tra le righe di quanto scritto.

    Attenzione poi anche a fidarsi dell'inacquistabilità dei giochi di certi editori/autori, possono deviare l'attenzione per anni e poi a sorpresa infilare un titolo decente.

    Oggi come oggi nessuno è una garanzia.
    O quasi.

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  12. <>

    Novantadue minuti di applausi.

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  13. Sono l'anonimo che non si fida della Cranio.
    Bè Wallace mi tenta sempre e in genere mi piacciono i suoi giochi ma ci sono tantissimi suoi giochi che non ho comprato e son contento di non averlo fatto. Quindi anche di lui non mi fido a prescindere, se posso prima li provo, se non posso prima mi leggo i regolamenti, una cernita serve anche lì...

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  14. Wallace, Wallace. Ci sono giochi suoi che non ho comprato e sono contento di non averlo fatto... praticamente tutti.
    Wallace è il tipico autore blasonato che non ti spieghi perché, quando lo vedo gli tiro una scatola di Toledo in faccia (e il Puzzillo sa che sarei capace di farlo).

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  15. Mr Black Pawn: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti tira una scatola di Toledo in faccia.

    Ryoga - siamo i promotori della diffidenza e non possiamo che apprezzare il tuo piglio, anzi promuoviamo insieme la sfiducia. Mozioni a go go.

    AleK - suvvia, c'è di peggio, c'è sempre di peggio...

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  16. La sfiducia serve a risparmiare soldi, spazio in cantina e ore di noia. :D
    Per questo mi trovo bene in questo blog anche se potrà capitare che criticherete giochi che mi piacciono.
    Certo Toledo non è comprabile nemmeno dai fan di Wallace.

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  17. Mi ca li trattiamo male, puntiamo solo il dito sui loro nèi.
    Se poi i nèi sono grossi come teste di bue e muggiscono come vacche gravide non è mica colpa nostra!

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  18. Senza nulla togliere alla recensione, i 92 minuti di applausi erano per questa uscita:

    "Il fatto che giochi, cose o persone, abbiano una montagna di difetti non significa che non provi piacere nel farmele"

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  19. "Il fatto che giochi, cose o persone, abbiano una montagna di difetti non significa che non provi piacere nel farmele"

    Guarda che parlava delle persone, neh.

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  20. Non erano le tre cose assieme, nello stesso momento?

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