venerdì 1 luglio 2011

Dixit – ipse dixit

Titolo: Dixit
Anno: 2008
Autore: Jean-Luis Roubira
Editore: Libellud (fra)
Tipo: party game
Genere: narrativo
Tema: tristezza
Meccanica: scommesse segrete, narrazione, bluff
Numero Giocatori: 3-6
Durata: 40’-troppo
Difficoltà: 1/5
Dipendenza dalla lingua: nulla
Illustratore: Marie Cardouat


Sono i maestri che ci indirizzano, e questa volta l’arte del maestro Ted Alspach ci ha presi per mano e portati in una sorta di visita guidata senza opzioni di critica, e noi ascoltiamo:
Dixit ha vinto il prestigioso premio Spiel Des Jahres 2010, cosa ti ha colpito?
- Mi piace la parte in cui termina in fretta ed è possibile giocare a qualcos’altro.
- Mi piace quando giochi con tizi non creativi e ci vuole un’eternità per far uscire una frase decente.
- La grafica è incredibilmente inquietante.
- Non c’è meccanismo di “acchiappa il leader”, così se sei avanti gli altri rimangono miseri per l’intera partita.
- Le carte sono troppo grandi per essere imbustate, quindi si segnano subito e puoi barare facilmente.
- I coniglietti cadono sempre quando li sposti sul percorso.
- La dimensione inconsueta della scatola farà sì che il gioco emerga vicino agli altri, o che andrà perso e dimenticato per sempre.
- L’odore di “made in china” quando apri la scatola per la prima volta mi fa sentire brillo e stordito.
E dopo che Ted ha mitragliato sulla croce rossa a me non rimane che passare punzecchiando con un bastoncino per verificarne lo stato.
Dixit è quel gioco che intenderebbe stare in un cantuccio della vostra ludoteca per essere tirato fuori in quelle serate in cui avete mezz’ora di disimpegno ludico tra la cena e qualcosa di meglio. Il proposito si dissolve nel momento in cui potete riempire quella mezz’ora già con qualcosa di meglio, come scommettere se sia possibile lavare i piatti con i piedi, o controllare di quanto si decompongano gli avanzi di una cena nel giro di 30 minuti.
Roubira ha scelto un sistema di gioco puntando tutto sull’originalità, un’opera al pari del Pavid di Richelangelo e del Dolosseo: si sceglie una carta tra quelle possedute, si enuncia una frase e si mischia tale carta con quelle scelte da ogni altro giocatore, ognuno dalla propria mano; poi i giocatori scommettono segretamente su quale delle carte rivelate pensano sia quella posta dal giocatore di turno, relativa alla frase enunciata. Punti per chi indovina e per chi abbia posto una carta su cui qualcuno abbia puntato, nessun punto per scommesse sbagliate e per il giocatore di turno cui tutti o nessuno abbiano individuato la carta.
Su questa ossatura, unica nel suo genere, si sono sviluppati muscoli d’acciaio come il calzante stile francese dei disegni delle enormi carte, giustamente vago nelle immagini e ingiustificabilmente triste, una cosa che farebbe apparire Pierrot come Krusty il Clown. Le dimensioni fuori scala delle carte sono state poi aggiustate con la produzione di bustine protettive ad hoc, anche se il peggio era fatto, da lì a poco altri avrebbero adottato misure inconsuete per attirare l’attenzione, attenzione: editori, non è stata la dimensione delle carte il segreto per il successo di Dixit. Nonostante non sia a tutt’oggi chiaro quale sia il reale motivo di tale successo, ripeto, è dichiarato che non sia la dimensione delle carte (e con questo ci aspettiamo l’uscita di un 7 Wonders “portable”).
Ancora, il gioco è composto da 84 carte, ognuno inizia la partita con 6 carte in mano, e ad ogni turno ognuno pesca una carta. Tutto nella norma. Il gioco termina quando termina il mazzo. Ossia il numero di turni giocati è disparo rispetto al numero di giocatori. Cioè l’unica parte possibilmente interessante del gioco, quella in cui si enuncia una frase, toccherà a taluni più volte e a talaltri meno. Alto game design per un prodotto di qualità.
Per il resto Ted ha fatto il grosso del lavoro: il punteggio secco non dà scampo a nessuno, è un gioco di pura abilità che premia solo i migliori, tanto che è riuscito persino a far premiare sé stesso. La dipendenza da giocatori in status da party game è essenziale, quando i partecipanti empatizzano con i disegni è la fine, e non solo del gioco. Tanto è fastidiosa la componentistica che persino i coniglietti segnapunti riescono a snervare con la loro cronica incapacità di svolgere il proprio compito: star fermi.
La sintesi di Dixit è quella dell’imbarazzo e dell’impegno di un gioco di narrazione con l’inadeguatezza strategica di un gioco di scommesse, il tutto mischiato con uno standard qualitativo notevolmente basso. Effettivamente a questo punto sono palesi le chiavi del successo del gioco: punta all’obiettivo.

PRO – quattro righe di regolamento, buone per comprendere rapidamente perché richiudere la scatola prima di iniziare; ha smascherato definitivamente lo Spiel Des Jahres.
CONTRO – decisamente.
LA GUASTAFESTE DICE – “vado a piangere, chiamatemi quando avete finito.”
NOTE – ringraziamo il maestro Ted Alspach e il suo Board 2 Pieces, ma nonostante il suo avvertimento al mondo di Dixit sono state messe in circolazione sia un’espansione che una versione “Odissey” in grado di portare a 12 il numero massimo di giocatori. Ho visto film di zombie invadere più lentamente.

24 commenti:

  1. Mi pare che lo spirito del gioco sia stato capito veramente poco o quasi nulla, infatti la recensione si sofferma su particolari del tutto insignificanti o prende in analisi le meccaniche del gioco come potrebbe fare per un piattissimo german.

    Dixit è un gioco che va fatto in prima cosa con persone capaci, fantasiose e schiette, ovviamente se giocato con la gente sbagliata non riesce e fallisce miseramente il suo scopo, divertire con la fantasia del gruppo.

    Se viene visto come un freddo gioco di scommesse ovviamente diventa un cesso! ma grazie, gioca a un GDR con gente che ha la fantasia di un mobile e che pensa solo a chi vincerà... Gioca a "si oscuro signore" con degli integerrimi e serissimi direttori di banca inglesi scommetto che non ti divertirai.

    Ha una sua dimensione e deve essere analizzato in quella, i punti e gli instabilissimi coniglietti sono un pretesto per tutto il resto che c'è dietro, i punteggi non calibrati e il leader del gruppo che difficilmente viene ripreso... chi se ne frega! Le cose sono 3 o non sapete divertirvi o avete poca fantasia o lo avete giocato con persone sbagliate.

    Ci stà che poi non piaccia il genere o il particolarissimo gioco, ma a questo punto lascio stare e non mi spreco in una recensione che non ne ha colto il senso, a me non piacciono i ferroviari e di certo non mi metterò a scrivere recensioni per stroncarli focalizzandomi su problemi inesistenti tipo le carte grosse o la scatola troppo rettangolare.

    Se voglio giocare a una cosa calibrata bene mi gioco caylus, se ho voglia di un po di strategia seria gioco Here I stand.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Alla luce di tali considerazioni credo di dover rivalutare il mio lavoro, non credo che sarò mai in grado di devastare un gioco con tanta eleganza fingendo di difenderlo. Sono estasiato.

    Perché sì, che importanza ha per un gioco che sia fatto completamente a membro di segugio? In fondo basta essere in compagnia di persone capaci, fantasiose e schiette, perché Dixit risulti apprezzabile. Più o meno come una gara di rutti, che però viene preferita dal pubblico spettatore.

    A guardar bene in effetti devo aver perso il senso del gioco, della parola "gioco".


    Grazie dell'assist!

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  4. La tua ironia però mi piace molto.

    Intendevo dire solo che non dovremmo stare attenti troppo alle meccaniche del gioco visto che non è il punto focale, è un po come analizzare un fillerino tipo galopping pigs o easy school che sono palesemente fatti per passare un oretta e nulla più.

    Come questo è fatto per fare due risate sulle cavolate che vengono fuori dalle definizioni, i punti e i terribili coniglietti instabili non mi pare siano importanti.

    Mi rendo conto anche io che chi vince non viene più ripreso o che delle volte la gente fa dei punti completamente a caso e che le regole sono un po "alla di cosi" però è il contorno l'importante, le regole sono più un pretesto per implementare delle meccaniche di interazione tra i partecipanti.

    Potevano anche essere "chi ne indovina 10 vince", per dirti noi delle volte ci si è giocato anche tralasciando completamente il punteggio solo per sentire cosa si inventava la gente.

    Secondo me non lo hai capito, alla fine lascia il tempo che trova facendoti ridere per 2 ore. tutto qui.

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  5. Davvero, perché un gioco sia tale non può prescindere dall'avere un regolamento funzionante, e se ha dei componenti non può prescindere dalla funzionalità di quelli.
    Pretestuoso è considerare un gioco accetabile perché ci si diverte con le persone giuste mentre la scatola di quel gioco è coincidentalmente aperta sul tavolo.
    Dixit è un gioco di scommesse, e mal fatto; il passare il tempo con la fantasia non necessita di quattro coniglietti (mal fatti) e qualche carta confusionaria.

    Un po' di rispetto per i game designer.

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  6. Avrai capito quanto il divertimento per noi, per me, sia fondamentale, ma il divertimento che può venire da Dixit non è merito di Dixit. Che anzi tende ad ostacolarlo là dove possibile.
    Allora qual'è là qualità di Dixit?
    Questo è il punto di vista, poi che stia divertendomi con quattro amici fantastici non lo devo al gioco!

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  7. Ovviamente il divertimento viene prima di tutto! dici che la compagnia giusta c'è indipendentemente dal fatto che ci sia dixit o no, hehe mi pare giusto.

    Boh, ora capisco il tuo punto di vista ma non lo condivido sarà che se con un gioco mi ci diverto mi dimentico del resto e magari passo sopra evidenti difetti (come per Android che adoro per componentistica, ambientazione e la meccanica del rivogarsi le sfighe, ma che cavolo se è calibrato male e palesemente casuale).

    Non so rimango dell'idea che sia un gioco sopra le righe come originalità e comunque ben fatto, da giocare con la gente giusta e da prendere poco sul serio.

    Comunque il blog mi piace t'ho messo nei pèreferiti.

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  8. Ahh visto che sei dell'ambiente forse conosci Zollone.

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  9. Sono piuttosto convinto di averlo incontrato più e più volte, senza escludere che abbiamo mangiato allo stesso tavolo/bancone/mangiatoia, ma da lì a ricordarmene con esattezza ce ne passa quanto tra la gramignia e la canapa indiana (della quale, ci tengo a sottolinearlo, non faccio ancora uso).

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  10. Il discorso che sono i giocatori a fare il divertimento in dixit, secondo il mio modesto parere, non rende.
    Come ad esempio per la musica, un gioco va scelto a seconda dell'occasione. Se mi trovo in ufficio metterò moby o gli air, che però eviterò a una festa tra amici per qualcosa di più più rumoroso.
    Se mi trovo tra cani assetati di sangue avversario non tirerò certamente fuori dixit, ma un qualcosa che tenga la tensione un tantinello più alta.
    Il dettaglio che si tratta di un party game dev'essere sfuggito all'analisi. Questo genere di gioco è disegnato per essere capito e giocato facilmente anche da player non assidui o magari totalmente digiuni. Lo Spiel des Jahres conferma la cosa dato che citando testualmente wikipedia "I giochi esaminati sono in genere giochi in stile tedesco per famiglie".
    E non serve nemmeno essere "creativi" per poter divertircisi (che poi creatività non è nemmeno e ve lo dice un pubblicitario), l'unica componente veramente fondalmentale al gioco è la conoscenza degli altri giocatori al tavolo, con cui potrai ritirare fuori vecchi aneddoti o semplicemente sondare i gusti e la cultura.
    Basta un solo giocatore capace al tavolo per dar l'esempio a tutti gli altri che, a meno che non siano scimmie, capiranno come leggere le carte ed usare le definizioni.
    Infine il grande formato è, sempre per mio parere, una bella trovata, la qualità di quelle illustrazioni meritano più spazio di un bancomat anche perché piene di dettagli che possono ispirare. Le bustine non sono tardate ad arrivare e non sono nemmeno difficili da reperire.
    Sinceramente trovo Dixit un gioco da tenere il libreria, sempre pronto a far scoprire il mondo eurogames a tanti neofiti, oppure per un buon antipasto di giochi per un gruppo affiatato.

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  11. Non offendere la mia (limitata e deviata) intelligenza. Il giudizio su Dixit è dato in proporzione alla sua natura, ovvero quella di un party game.
    È pur giusto quello che dici riguardo al "party" (anche se il paragone musicale non prevede che il gioco sia una attività, e non una passività, e comunque Dixit sarebbe il Gigi D'Alessio dei giochi), ma quel che non possiamo ignorare è la parte "game", qui completamente ignorata. Sarebbe come chiamare party game l'andarsi ad inciuccare in osteria: efficacia garantita, ma come gioco non vale una briscola.
    Dixit è sostanzialmente un mazzo di tarocchi (con tanti pierrot da far piangere un Budda) e una scatola delle dimensioni necessarie a dargli il tono di un gioco. Il regolamento ricorda il dilemma Morettiano "mi sì nota di più se non vengo, o se vengo e me ne sto in disparte?" il che, essendogli chiesto solo un pretesto per utilizzare i disegni, è davvero troppo poco.
    Il semplice non tenere in considerazione il numero di giocatori per la quantità di carte usate è davvero offensivo. L'unica parte (plasmausibilmente) divertente del gioco viene messa a disposizione per alcuni più, per altri meno.

    Non pretendo regolamenti complessi o meccaniche dà sviluppo, ma in termini di party game un qualsiasi Tabù, Pictionary, Cluzzle, Compatibility o altri, come direbbero dalle mie parti, "je dà 'na pista".

    E non è Eurogame in nulla se non nella collocazione geografica, e mai (più) lo utilizzerei per introdurre qualcuno al gioco (anche perché là dove fatto è stato un vero fallimento). Se poi non è "necessaria" creatività, il "divertente" è interamente demandato quantomeno all'umore dei giocatori, perché nessuna delle meccaniche crea una situazione di divertimento per situazione o caso (al limite potrebbe riuscirci uno dei disegni, ma torniamo al fatto che son tarocchi e non un gioco).

    Credo che possa generare migliore sollazzo commentare le foto del matrimonio di uno dei partecipanti (vanno bene anche quelle di un eventuale divorzio).

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  12. Oibò, probabilmente giudicandolo dal mio occhio da designer e pubblicitario lo trovo ovviamente più affascinante che per altre persone, tra l'altro sono pure un fissato dei party game.
    Il packaging, del primo gioco, concordo sia scomodo, inutile e costoso. Non per nulla ho proposto una mia personale soluzione sul mio blog.
    Il dato reale però, cercando di essere obiettivo, è che tra le mie cerchie di giocatori non assidui ho visto veramente tante persone innamorarsene e comprarlo dopo la prima partita. In ufficio dopo aver conosciuto Dixit hanno aperto le porte a tutti gli altri giochi che gli ho proposto (certo, tutti party games, al massimo un carcassonne che è, guardacaso, un vecchie SDJ). Altre cerchie di amicizie nell'estrema provincia romana, gente che non aveva mai sentito parlare nemmeno di lupus in tabula, hanno chiesto a gran voce il gioco per il proprio compleanno.
    Quindi o la totalità delle mie frequentazioni sono di una spiccata creatività con altrettante conoscenze dalla spiccata sensibilità visuale, oppure qualche merito il gioco ce l'ha.
    Prendendo un tuo esempio la serata in fraschetta potrebbe essere Munchkin (non oso immaginare una tua recensione su quel gioco), un De vulgari eloquentia una cena in ristorante a 5 stelle, Dixit credo si possa definire una cena preparata per la fidanzata sotto le stelle sul Tuscolo, godendosi tramonto e skyline romano.
    Magari la fraschetta ha pure un conto più alto (non nel mio caso, l'ho fatto a base di sushi), il cenone al ristorante offre prestigio, ma il saper dare valore al viaggio ti fa godere tutta un'altra gamma di gusti.
    Poi vabé, la competizione non è il fulcro del gioco, i materiali non sono eccelsi (anche se accusarli di cinese è un po' oltraggioso, c'è il lavoro di un professionista del packaging comunque), e le meccaniche non sono totalitarie. Ma ho visto tanta gente con il sorriso giocandoci, mi chiedo perché questo accanimento.

    Poi un paio di domande: perché criticare le illustrazioni "poiché tristi"? è un parere personale, e i pareri si sa: sono come i coglioni, ognuno ha i suoi.
    Dove hai letto che in Francia non ha venduto?
    Da quel che so la cultura francese ha giochi dalla meccanica simile con le parole, Dixit viene usato spesso nella pedagogia dell'insegnamento della loro lingua e nel breve periodo che ho abitato nella stronza e bella terra di Francia ho trovato il box della libellud nei negozi.

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  13. Eh, per cortesia, qui possono scrivere cani e porci (non a caso lo facciamo, rispettivamente, Mr Black Pawn e il sottoscritto), però non facciamo discorsi di "è bello perché ha venduto tanto", "è bello perché ha venduto tanto", "è fatto bene perché può parteciparvi chiunque", che con 'sti criteri veniva buono pure il Nazismo.

    Lo SDJ, come quasi tutti i premi, è tutt'altro che una garanzia. Dixit rimane un party game che se proposto viene giocato, come ogni altro party game della storia, anche quelli con un regolamento vero, che regolano la competizione in maniera divertente, senza trovare scuse tipo "ma è un party game, cosa importa chi vince o come si gioca?". Un po' di rispetto per chi compra e chi gioca. Il giudizio si basa anche su ciò che del mondo sappiamo e non possiamo ignorare. Non per ripetere, ma ripetendo Cluzzle o compatibility sono prodotti completi, con gioco, meccaniche, regolamenti, competizione e divertimento. Per Dixit non è lo stesso.

    Inoltre se c'è un professionista dietro a quei coniglietti diversamente abili che non sono in grado di stare in piedi... Be' c'è bisogno di una revisione dei ruoli in ditta.

    Trovo anche tutt'altro che sorprendente che gente che non conosca i giochi apprezziamo Dixit. Anzi potrebbe essere la principale motivazione per tale piacere. Ah beata ign... Innocenza.

    Per le scarse vendite in Francia... Non ricordo nemmeno di averlo scritto, e son pigro per ricercarlo, ma se l'ho scritto dev'essere vero, altrimenti non ne so nulla!

    Le illustrazioni sono tristi, per il largo uso di bambini, di clown piangenti, di colori smorti e immagini inquietanti. Non dico brutte, son gusti, ma tristi per schema oggettivo.

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  14. Il mondo è bello perché vario.

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  15. Non voglio entrare nella discussione come difensore di Dixit ma anch'io, come maulkavian, ho riscontrato una certa "efficacia" del gioco, nonostante i citati difetti (condivisibili).
    Credo che il punto di forza stia proprio nel ridurre il senso di competizione (il catch the leader non esiste ma genera ironia reciproca! non c'è agonismo o delusione x la sconfitta)
    ed accrescere quello di empatia: capire il nesso frase-immagine.
    Stop.
    Dixit è questo. E grazie a questo ho visto tantissime persone preferirlo ai partygame da supermercato.
    E tra di essi c'erano neofiti, esperti, artisti, geni e cerebrolesi.
    Alla fine si divertono tutti.
    Sono tutti stupidi? non credo.
    C'è di meglio? di sicuro!
    Eppur diverte

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  16. Disegni e marketing.
    Stop.

    Per il resto qualsiasi party game da supermercato offre pari e migliore qualità e divertimento, oltre che senso ed equità.
    Nesso disegno-parole non è più nuovo né migliore che in altri party game.

    Poi oh, ciclotappo è una figata pazzesca e ci si divertono tutti.

    Ora che ci penso anche scorreggiare è divertentissimo per ogni ceto sociale.

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  17. ummm...
    menti aperte e culi sonanti.
    dopo la tana dei goblin,
    la taverna dei cocchieri!
    l'avanguardia del boardgame in italia...

    beh se non altro siete simpatici

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  18. Quanto so' arrogante su 'sta cosa di Dixit...

    Almeno quando qui ti si risponde male sai perché: siamo proprio stron*i noi!

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  19. Mah, Mojo, mah.
    La Tana dei Goblin. Parliamone.
    Sulla Tana dei Goblin puoi sparare a zero nei commenti, ma non nei forum sennò sei cattivo, in cui però puoi dire in realtà quello che vuoi, basta che sei educato.

    Ho proprio studiato la cosa.
    Sulla pagina del singolo gioco puoi fare il cazzo che ti pare, lasciando commenti come "Una boiata allucinante!" seguito da un 2 a Carcassonne, per poi magari dare un 8 accompagnato da un "bel gioco strategico da tavolo, sicuramente apprezzato da chiama scacchi o il GO" a Beowulf, perchè comunque il commento altro non è che l'espressione sublime della tua competenza di giocatore e di allenatore di pallone.
    Come recensore, puoi farti pubblicare una recensione che contiene autentiche vaccate come "A parte questo [lo spessore delle carte], il gioco non ha difetti importanti", parlando di Monkey See Monkey Do, perchè comunque la recensione altro non è che l'espressione sublime della tua sensibilità di giocatore e di donna.
    Sul forum però devi stare muto, sennò sono schiaffi, sempre che non usi delle perifrasi che facciano sembrare la merda qualcos'altro, tipo: "questo gioco è chiaramente la manifestazione solida dell'afflato creativo e interiore, direi quasi viscerale, dell'autore". Perchè comunque il post altro non è che l'espressione sublime di stocazzo.
    Motivo per cui sto seriamente pensando di iscrivermi, sai che risatone.

    Ti sembra che noi del Puzzillo facciamo lo stesso? No, dico, davvero ti sembriamo così democratici e inutilmente arzigogolati nell'uso dei nostri (pur limitati) processi logici?
    Noi spariamo minchiate, lo diciamo, e se ogni tanto abbiamo detto la verità, giuro, non s'è fatto apposta.
    E comunque sì, siamo come ha detto il Puzzillo, o chiunque altro.

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  20. Proprio vero, quel maledetto coniglietto non sta mai in piedi... ma non sottovalutiamo la praticità del tabellone, non a caso solitamente uso quello di Carcassonne... Quindi eliminando coniglietti e tabellone (chi non ha Carcassonne può usare tabellone e treni di Ticket to ride, ma a quel punto potrebbe cambiare direttamente gioco) a cosa serve una scatola grande 10 volte quella di Dixit 2?
    E anche Dixit 2 non potrebbe avere carte delle dimensioni di Magic così saprei come imbustarle?
    Detto questo a mia moglie piace, e visto che non posso permettermi il divorzio, economicamente parlando, a volte ci gioco!

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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